• La mediazione si paga sempre

    Costi calmierati per la mediazione obbligatoria e anche per quella disposta dal giudice in corso di causa. Ma sono sempre dovute le spese di avvio del procedimento, anche quando si conclude con un nulla di fatto al primo incontro; in questo caso sono abbuonati solo i compensi del mediatore. Sono queste alcune delle risposte del ministero della giustizia, fornite con la circolare 27 novembre 2013, prot. 168322, che illustra le novità in materia di mediazione apportate dal decreto legge 69/2013. La circolare e una direttiva del ministero Annamaria Cancellieri, sempre del 27 novembre 2013, tracciano, poi, le linee guida dell’attività di vigilanza e monitoraggio sugli organismi di mediazione e sui mediatori. Vediamo dunque i chiarimenti del ministero.

    Spese di avvio sempre dovute. La normativa dice che nel caso di mancato accordo all’esito del primo incontro, nessun compenso è dovuto per l’organismo di mediazione. Va spiegato, però, che cosa significhi la parola «compenso».

    L’art. 16, comma 1, del dm 180/2010 (regolamento sulla mediazione) parla di «indennità», che comprende «le spese di avvio del procedimento» e le «spese di mediazione». Le spese di mediazione comprendono anche l’onorario del mediatore per l’intero procedimento di mediazione. Le spese di avvio sono stabilite in misura fissa e unitaria e riguardano le spese di segreteria. Secondo la circolare il fatto che si escluda solo il compenso, significa che non si deve pagare il corrispettivo del mediatore, mentre sono sempre dovute le spese di avvio del procedimento. D’altra parte, aggiunge, la circolare, la prima seduta non è un incontro in cui si svolge una vera e propria attività di mediazione, ma solo un’occasione per verificare se andare avanti con il procedimento conciliativo oppure no. Quindi, le spese di avvio del procedimento, determinate nella misura fissa di euro 40,00 sono dovute al primo incontro, anche nel caso in cui all’esito dello stesso le parti non intendano procedere oltre nella mediazione. Le spese di avvio sono dovute da entrambe le parti: dalla parte invitante al momento del deposito della domanda di mediazione e dalla parte invitata al momento dell’adesione o della partecipazione al primo incontro preliminare. Invece, nulla è dovuto dalla parte invitata che non si presenti al primo incontro. Nel caso di mancata presentazione al primo incontro della parte invitante, nulla potrà essere richiesto alla parte invitata, regolarmente presentatasi. Questo perché le spese di avvio possono essere richieste alla parte convocata solamente nel caso in cui abbia luogo il primo incontro con la parte che ha chiesto la mediazione. Alle spese di avvio si aggiungono le spese vive sostenute dall’organismo di mediazione, purché documentate.

    Mediazione disposta dal giudice. La legge prevede che la mediazione possa essere iniziata per impulso del giudice nel corso del procedimento giurisdizionale e in tal caso l’esperimento del procedimento di mediazione diventa condizione di procedibilità della domanda giudiziale anche in sede di giudizio di appello. La circolare affronta il problema dei compensi da pagare all’organismo di mediazione e, in particolare, se si applicano le riduzioni previste per la mediazione obbligatoria. Manca, infatti, una norma regolamentare ad hoc. In attesa di eventuali modifiche, il ministero della giustizia ritiene che anche alla mediazione disposta dal giudice sia applicabile almeno la riduzione dell’importo massimo del compenso, analogamente a quanto previsto per la mediazione obbligatoria. Quindi in caso di mediazione disposta dal giudice l’importo massimo previsto alla tabella A allegata al dm 180/2010 deve essere ridotto di un terzo per i primi sei scaglioni, e della metà per i restanti; inoltre e non si applica alcun altro aumento tra quelli previsti a eccezione di quello stabilito in caso di successo della mediazione.

    Stop a convenzioni. Non sono legittime convenzioni o accordi, stipulati tra l’organismo di mediazione e le parti o i loro patrocinatori, che prevedono forme di agevolazioni o sconti in materia di compensi economici a favore di una soltanto delle parti in mediazione o dei loro patrocinatori.

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