La mancata partecipazione alla mediazione può costar caro

Il Tribunale di Roma, con sentenza del 30/11/2017, ha ritenuto di dover intervenire in maniera decisa sulla mancata partecipazione di una delle parti agli incontri di mediazione.

La decisione deriva da un giudizio promosso da alcuni privati contro Roma Capitale e la spa A. (terzo chiamato in causa dal convenuto), in materia di risarcimento danni per mancato adeguamento e manutenzione del sistema fognario.

All’esito del giudizio, il Giudice rinveniva la responsabilità dei danni causati agli attori esclusivamente in capo a Roma Capitale, sollevando la spa A. da qualsivoglia responsabilità in merito all’accaduto.

Tuttavia, il giudicante poneva l’attenzione anche al comportamento extra-processuale tenuto dal terzo chiamato in causa.

Difatti, dopo la consulenza tecnica, il Giudice disponeva un percorso di mediazione demandata “guidata”.

Nonostante al primo incontro di mediazione ne siano seguiti altri due, con il fine precipuo di favorire la partecipazione di tutte le parti, la spa A. riteneva di non presenziare a tali incontri, senza fornire alcuna giustificazione sulla sua mancata comparizione.

Tanto il Tribunale afferma “in particolare, nel caso che ci occupa, perché se spa A. avesse partecipato alla mediazione, il tentativo di accordo non sarebbe fallito di necessità, per sua colpa, essendo venuta meno una delle parti della causa e della vicenda.”. Invece qualora la stesse avesse partecipato “…le parti avrebbero potuto raggiungere, senza difficoltà, un accordo utile per tutte e utile soprattutto per evitare di spingere il conflitto fino alle estreme conseguenze, vale a dire della sentenza.” e ancora …ponendo in essere la segnalata condotta renitente, la spa A. ha annullato quella elevata chanche di conciliazione della quale, come si è detto, vi erano significativi presupposti, causando in tale modo la perdita della chance stessa, con i vantaggi anche per la controparte conseguenti, ed il prolungamento della controversia con sicuro aggravamento delle spese a carico di Roma Capitale.”.

Sottolineava così il Giudice come “solo il competente e sperimentato utilizzo su larga scala degli strumenti A.D.R. … potrà avviare a soluzione l’universalmente noto endemico male della Giustizia civile italiana rappresentato dalla durata delle cause.”. Il cattivo utilizzo di tali utili strumenti impatterebbe negativamente, secondo il Tribunale, non solo su chi resiste male alla lunga attesa delle decisioni, ma anche sullo sviluppo delle imprese e sugli investimenti delle aziende straniere. E non da ultimo, gli effetti negativi si rifletterebbero sulla qualità dei provvedimenti giurisdizionali, stante il mancato effetto deflattivo causato da uno scorretto utilizzo degli strumenti A.D.R..

Il Giudice arrivava così a sancire che “si è andato infatti via via radicando il giusto convincimento che la partecipazione al procedimento conciliativo è un valore a sé stante, che prescindendo dal merito ed quindi dalla ragione e dal torto, non può essere ignorata, senza conseguenze, sulla base del convincimento di non dover incorrere nella soccombenza. Sicché, entrando nel particolare, la circostanza che spa A. risulti non soccombente in questa causa, nella cultura che si è ormai affermata, è fattore non elidente la colpa (grave) dell’ostruzionismo nei confronti delle virtuose pratiche conciliative apprestate sempre più ubiquamente dall’Ordinamento.”.

Pertanto, alla luce di tutte le ragioni ampiamente esposte nella sentenza, il Giudice riteneva – benché spa A. non fosse parte soccombente –  di compensare le spese di causa fra Roma Capitale e spa A..

In definitiva, emerge in maniera chiara come sia sempre consigliabile prendere parte agli incontri di mediazione, in quanto in caso contrario si corre il rischio di condanna ad una, evitabile, compensazione delle spese di lite, se non alla più grave responsabilità aggravata ex art. 96 cod. proc. civ. qualora si risultasse parte soccombente.

Tribunale di Roma, sentenza del 30 novembre 2017 (leggi la sentenza)

Angelo Pasculli – a.pasculli@lascalaw.com

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