La Giurisprudenza di merito contrasta la Suprema Corte in tema di linked life policies

Nel dibattito giurisprudenziale ancora aperto in tema di negoziazione di linked life polices (su cui di recente la Suprema Corte non ha preso posizione confermando l’esistenza di una “vexata quaestio della natura delle polizze linked” cfr Cass. Civ., Sez. III, 10-8-2016, n. 16887), interviene una recente pronuncia del Tribunale di Milano (4-10-2016, n. 10815) che – con pregevole argomentazione – affronta lo stato attuale Giurisprudenziale, concludendo che alle polizze linked stipulate prima dell’entrata in vigore dell’art. 1 lett. w bis del TUF (1 luglio 2007) si applica la disciplina dettata dal Codice delle Assicurazioni e dal Regolamento ISVAP n. 5/2006.

In particolare, il Giudice riconosce che, relativamente a contratti assicurativi-finanziari sottoscritti prima del luglio dell’anno 2007, sono esistenti tre diversi orientamenti giurisprudenziali: “1) si applica il codice delle assicurazioni e il Reg. ISVAP 5/2006, in quanto l’inclusione delle polizze tra gli strumenti finanziari ha avuto portata innovativa, con l’effetto che anche le polizze linked cosiddette pure (ossia quelle che non garantiscono in nessuna misura la restituzione del capitale) rimangono estranee alla disciplina finanziaria; 2) la prevalenza del carattere finanziario, quanto meno per le polizze linked pure, impone l’assimilazione e l’applicazione del TUF (es. Cass., 6061/2012), in quanto la nuova normativa avrebbe portata ricognitiva di dati economici preesistenti e la prevalenza deve essere data alla funzione economico giuridica assolta (Appello Torino 16.11.2009); 3) l’art. 25 bis TUF ( che parla di prodotti finanziari emessi da imprese assicurative), richiamando gli artt. 21 e 23 TUF, sarebbe riferibile solo a prodotti a contenuto esclusivamente finanziario, mentre l’art. 1 lett. w bis TUF sarebbe riferibile a tutte le polizze linked, compreso quelle pure, che comunque mantengono contenuti propriamente assicurativi”.

Il Tribunale di Milano (come in precedenza altri Giudici: cfr Tribunale di Padova, 23-6-2016, n. 1888; Tribunale di Roma, 23-6-2016, n. 12781; Tribunale di Roma, 16-5-2016, n. 9867; Tribunale di Roma, 28-4-2016, n. 8490 e Tribunale di Roma, 1-8-2015, n. 16946) afferma che la normativa applicabile ratione temporis alle polizze linked prima dell’1.7.2007 non è quella dettata dal Testo Unico della Finanza e Regolamento Consob n. 11522/1998, in quanto “solo dal 2007, con il riferimento esplicito introdotto dall’art. 1 lett. w bis TUF, le polizze linked sono state assoggettate alla disciplina in materia di intermediazione di strumenti finanziari. Diversamente opinando, infatti, se si attribuisse all’art. 1 lett. w bis TUF portata meramente interpretativa (peraltro contraddetta dalla sua entrata in vigore differita), la coesistenza della disciplina potenzialmente applicabile (codice delle assicurazioni e TUF) avrebbe di fatto comportato l’effetto indesiderabile di “scaricare” sull’interprete l’onere di valutare in concreto il carattere prevalente o meno del contenuto finanziario rispetto a quello assicurativo, al fine di stabilire di volta in volta se a una determinata polizza linked debba essere applicata una disciplina piuttosto che l’altra, con la conseguenza di rendere assolutamente incerta e ondivaga la soluzione di volta in volta suscettibile di essere affermata”.

Di fatto, quindi, la Giurisprudenza di merito si pone in contrasto con la nota pronuncia resa dalla Suprema Corte (Cass. Civ., Sez. III, 18-4-2012, n. 6061) che imponeva al giudice di merito di stabilire se il contratto assicurativo indicizzato configuri una polizza assicurativa sulla vita, ovvero si concreti in un investimento.

Tribunale di Milano, 4 ottobre 2016, n. 10815 (leggi la sentenza)

Carlo Giambalvo Zilli c.zilli@lascalaw.com

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