La genericità delle contestazioni e il rigetto dell’opposizione

La ragione, si sa, risiede nella seguente massima: “qualsiasi contestazione in ambito processuale non può essere ambigua o generica, perché lascerebbe irrisolto il dubbio se i fatti dubitabilmente contestati debbano essere provati o meno. Per queste ragioni la contestazione generica deve ritenersi tamquam non esset” (Cass., 03.04.2014, n. 7775).

E non potrebbe essere diversamente.

Detto insegnamento, infatti, è stato ormai recepito da tutta la giurisprudenza.

Per questa motivazione, con sentenza n. 20674/2017 emessa in data 30.06.2017 a definizione di un giudizio occorso in materia di credito al consumo, il Tribunale di Bologna ha rigettato l’opposizione a decreto ingiuntivo avversaria rilevando “del tutto generica e non spiegata la doglianza di erronea segnalazione in Centrale Rischi, così come è assolutamente generica la deduzione di anatocismo e usura”.

Il che, effettivamente è quanto occorreva aspettarsi, in assenza di qualsiasi parte argomentativa in grado di supportare tali asserite doglianze.

Tribunale di Bologna, 29 giugno 2017, n. 20674 (leggi la sentenza)

Francesco Concio – f.concio@lascalaw.com

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