La disciplina del factoring nell’ordinamento tedesco

Lo studio ha fornito consulenza in merito alla disciplina del factoring nell'ordinamento tedesco ad una società italiana al fine di consentire alla stessa di valutare l'opportunità di accettare, a scopo di garanzia, la cessione di crediti che trovavano la loro fonte in contratti disciplinati dal suddetto ordinamento.

Il Regolamento CE n.593/2008 prevede infatti che è la legge nazionale a cui è soggetto il contratto fonte del credito a regolamentare la cedibilità del contratto, i rapporti tra il cessionario ed il debitore ceduto, le condizioni di opponibilità della cessione nonché il carattere liberatorio della prestazione fatta dal debitore. Ai sensi dell'art. 14 del suddetto Regolamento i rapporti tra cedente e cessionario rimangono disciplinati dalla legge che si applica al contratto intercorso tra di loro.

E' stato per tale ragione necessario esaminare la disciplina tedesca della cessione del credito, di cui si riportano di seguito le più significative previsioni.

La regolamentazione generale è contenuta negli articoli dal 398 al 413 del codice civile tedesco, alla quale si aggiungono norme particolari relative a specifiche fattispecie.
 
Il credito può essere oggetto di cessione solo qualora si tratti di un credito passibile di pignoramento e sempre che non abbia ad oggetto una prestazione che non possa effettuarsi ad un creditore diverso dall'originario. La cessione del credito non è, inoltre, consentita, quando le parti originarie del contratto abbiano pattuito il divieto di cessione.

Alla notifica della cessione al debitore ceduto può provvedere il creditore cedente per iscritto .In alternativa  a tale notifica è equiparata l'esibizione che il cessionario abbia fatto al debitore ceduto della documentazione comprovante l'avvenuta cessione. Se non vi è stata notifica da parte del cedente, il debitore non è  tenuto ad eseguire la prestazione nei confronti del cessionario finché questi non gli abbia esibito la suddetta documentazione: senza tale formalità anche una diffida del cessionario al ceduto sarebbe inefficace.

Una volta perfezionatasi la cessione del credito, il debitore ceduto può proporre al cessionario le eccezioni che sussistevano nei confronti del cedente al tempo della cessione del credito.
Il debitore ceduto è, inoltre, legittimato a portare in compensazione nei confronti del cessionario un credito spettantegli verso il cedente; il debitore ceduto non può però profittare della compensazione se, nel momento in cui è diventato titolare del controcredito, era a conoscenza della cessione oppure se tale controcredito è maturato soltanto successivamente alla conoscenza della cessione o, in ogni caso, quando esso sia maturato posteriormente al debito ceduto.

La prestazione effettuata dal debitore ceduto nei confronti del creditore cedente in un momento successivo alla cessione, è efficace anche nei confronti del cessionario a meno che, al momento dell'esecuzione della prestazione, il  debitore ceduto non fosse a conoscenza della cessione.

Una particolarità della cessione del credito nel diritto tedesco è quella per cui essa si considera distinta, dall’accordo che giustifica il trasferimento del diritto e cioè dal negozio traslativo del credito in senso stretto. Di conseguenza, eventuali vizi del negozio-base, non comportano automaticamente l’invalidità della cessione.

Da tale regolamentazione si ricava che la cessione del credito nell'ordinamento tedesco è considerata un negozio astratto, di disposizione, distinto dal titolo di acquisto, e differisce rispetto agli altri atti così qualificabili, in quanto diviene operativa con la sola volontà del cedente e del cessionario ed integra un contratto ad effetti reali ed opponibile ai terzi fin dal momento in cui è posto in essere il contratto. La prevalente dottrina ritiene pertanto tale costruzione non compatibile con l'ordinamento italiano.

(Francesco Giovanni Pagliari – f.pagliari@lascalaw.com)

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