La “Costituzione” di internet

Testo elaborato dalla Commissione per i diritti e i doveri in Internet costituita presso la Camera dei deputati (leggi il testo)

L’utilizzo di internet è divenuto un pilastro portante della nostra moderna società nonché un indispensabile strumento di lavoro, informazione, svago, comunicazione. Con la crescita esponenziale di internet e del web, cresce anche la necessità degli utenti di ottenere protezione da eventuali abusi che potrebbero derivare da un uso snaturato e in malafede di internet: dalla violazione del diritto alla riservatezza alla violazione dei diritti di privativa intellettuale (copyright ad esempio) ed industriali (marchi e brevetti, disegni, ecc.) fino a fattispecie più complesse..

Proprio per garantire una tutela da eventuali utilizzazioni distorte, lo scorso luglio la Commissione parlamentare per i diritti e i doveri relativi ad Internet, a seguito di consultazione pubblica, ha elaborato il nuovo testo della Dichiarazione dei diritti di Internet che il cui fine è quello di divenire una sorta di Costituzione in grado di esprimere e cristallinizzare gli alti valori etici e comportamentali da utilizzare sul web. Grande rilevanza è data al diritto d’accesso ad internet che è considerato come un diritto fondamentale (rectius costituzionale) della persona. I temi rappresentati nel testo sono numerosissimi: dal citato diritto di accesso ad internet al diritto alla conoscenza e all’educazione in rete fino al principio di neutralità della rete e di protezione dei dati personali nonché all’inviolabilità dei sistemi, dei dispositivi e domicili informatici. Sono, altresì, ribaditi principi già noti alla giurisprudenza italiana in materia di web: diritto all’identità in rete, protezione dell’anonimato e diritto all’oblio.

Una novità particolare è costituita dal cd. Governo di Internet che rappresenterebbe, nelle intenzioni del legislatore, il luogo virtuale in cui ogni persona ha diritto di veder riconosciuti i propri diritti in rete sia a livello nazionale che sovranazionale «garantendo il carattere aperto e democratico di internet, impedendo ogni forma di discriminazione ed evitare che la sua disciplina dipenda dal potere esercitato da soggetti dotati di maggiore forma economica».

Sebbene tale documento sia ancora una bozza che necessiterà di approvazione dapprima nazionale e poi internazionale (a tal fine, si segnala il prossimo Internet Governance Forum di João Pessoa, in Brasile, dal 10 al 13 novembre, in cui si discuterà di questi temi), l’intenzione del nostro legislatore di voler creare una “Carta Costituzionale” cui affidare il compito di regolamentare i principi ed i valori cardine da adottare nel web rappresenta un attestato di consapevolezza nonché un’audace scelta lungimirante.

2 ottobre 2015

Franco Pizzabiocca – f.pizzabiocca@lascalaw.com

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