La conversione dell’onere testamentario di cura e assistenza in assegno pecuniario

“La disposizione testamentaria con cui sia imposto all’erede di prestare assistenza materiale e morale a un terzo vita natural durante configura un onere assimilabile nel contenuto e nella portata al vitalizio alimentare ex art. 1872 c.c. convertibile in una prestazione di dare, rappresentata dalla corresponsione di un assegno pecuniario” .

Questa è l’interpretazione dell’art. 647 c.c. data dalla Suprema Corte nella sentenza in commento.

Nel caso esaminato erano state istituite eredi in parti uguali le due figlie del de cuius, a condizione che le stesse rispettassero l’obbligo di assistenza e cura della madre A.G. e con la precisazione che colei che si fosse sottratta a tale obbligo avrebbe conseguito in eredità solo la quota di legittima.

S.F. si era sottratta al relativo obbligo, con la conseguenza che occorreva accertare giudizialmente se la condizione si fosse o meno avverata.

La Corte d’Appello di Roma aveva respinto la tesi della qualificazione della disposizione quale condizione testamentaria, con la conseguente violazione degli artt. 633 e 634 c.c., così come sostenuto dalle parti, riconducendo, invece, la stessa all’istituto del modus.

Secondo la Corte, infatti, non era possibile parlare nel caso di specie di una condizione sospensiva potestativa, “alla luce della circostanza che, in tale eventualità, l’efficacia del testamento sarebbe rimasta sospesa fino al relativo avveramento, mentre, nella presente controversia, esso era da subito pienamente efficace”.

Così come aveva chiarito che non poteva ricorrere una condizione potestativa risolutiva, in quanto “il testatore stesso aveva qualificato la clausola come impositiva di un obbligo a carico dell’erede, caratteristica tipica del modus, il quale è tradizionalmente distinto dalla condizione perché quest’ultima è un elemento accessorio che produce effetti indipendentemente da ogni indagine sul comportamento, colposo o meno, del soggetto interessato in ordine al verificarsi dell’evento stesso, senza che trovino applicazione nella relativa disciplina i principi che regolano l’imputabilità in materia di obbligazioni“.

Oggi la Suprema Corte, con la sentenza in commento, conferma questa interpretazione e afferma il principio secondo il quale l’onere testamentario di cura e assistenza può essere convertito in un assegno pecuniario, così come esplicitato nella massima riportata in epigrafe.

Cass., sez. II, 12 luglio 2016, n. 14220 (leggi la sentenza)

Sara Severoni – s.severoni@lascalaw.com

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