La competenza degli organi di mediazione

Cass., Sez. VI Civile, 2 settembre 2015, n. 17480 (leggi la sentenza)

Si segnala ai lettori di Iusletter la sentenza n. 17480/2015, resa dalla Corte di Cassazione, Sesta Sezione Civile, con cui la Suprema Corte ha affermato che le regole per individuare il giudice competente a conoscere  di una controversia sono soltanto quelle del codice di rito e mai le regole relative alla competenza territoriale degli organismi deputati a tentare di risolvere stra-giudizialmente le controversie civili.

Tale pronuncia è stata resa nell’ambito di un ricorso per regolamento di competenza, relativo ad un giudizio in cui un avvocato aveva convenuto, innanzi al Tribunale di Roma, una società telefonica per non avergli consentito di mantenere il proprio numero a seguito del passaggio ad altro operatore.

Il Tribunale di Roma ha accolto l’eccezione di incompetenza territoriale formulata dalla società convenuta, che eccepiva l’esistenza di una clausola contrattuale, specificamente sottoscritta, per cui il foro di Milano era stato quello prescelto in sede negoziale.

A nulla sono valse le difese del ricorrente, che invocava l’applicazione dell’art. 1 della legge 249/1997,  in materia di telecomunicazioni, in base al quale il tentativo obbligatorio di conciliazione deve essere esperito dinanzi al Comitato Regionale per le comunicazioni, presso l’organismo del luogo in cui è ubicata la postazione fissa dell’utente finale. Il ricorrente ha poi asserito che, in accordo con quanto stabilito dall’art. 4 d.lgs. 28/2010,  la domanda di mediazione si propone all’organismo nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia, stabilendo così il principio della necessaria coincidenza tra la competenza territoriale dell’organismo conciliativo e quella dell’ufficio giudiziario dinanzi al quale portare la controversia.

La Suprema Corte, investita del giudizio, ha rilevato che il dr. Lgs. N. 28/2010 non è applicabile al caso in esame, in quanto riferito solo alle mediazioni non obbligatorie. Ha inoltre precisato che, anche a voler ammettere una diversa interpretazione, la determinazione delle regole sulla competenza territoriale sono attribuite alla competenza esclusiva del legislatore statale e quindi una fonte regolamentare non potrebbe mai incidere sui criteri di determinazione.

La Corte di Cassazione ha, altresì, aggiunto che  non è possibile ritenere ex se inefficace, quale condizione processuale di proponibilità, l’avvenuto esperimento del tentativo di conciliazione davanti ad un organismo incompetente. Laddove, infatti, la mediazione si svolga effettivamente tra le parti, poco rileva il luogo in cui il tentativo è avvenuto, sia in punto di assolvimento della condizione di procedibilità, che in punto di validità dell’eventuale accordo amichevole raggiunto.

15 settembre 2015

Valentina Vitali – v.vitali@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Il TAR per il Lazio ha accolto il ricorso del Coordinamento della Conciliazione Forense (associazion...

Conciliazione

Tribunale di Firenze, sez. III Civile, sentenza 9 giugno 2015 (leggi la sentenza) L’odierno co...

Conciliazione

Tribunale di Roma, sez. XIII, 30 aprile 2015 (leggi la sentenza) L’odierno contributo sottopon...

Conciliazione