La commissione di estinzione anticipata deve essere inclusa nel TEG ai fini dell’usura?

La Corte d’Appello di Torino torna ad esprimersi su uno dei cavalli di battaglia di molti Clienti che citano in giudizio gli istituti di credito, lamentando l’usurarietà dei tassi di interesse applicati ai contratti di mutuo: la mancata inclusione della commissione di estinzione anticipata (CEA) nel calcolo del TEG ai fini dell’usura.

L’attrice, supportata dalle risultanze di una perizia econometrica di parte, lamentava il superamento del tasso soglia nell’ipotesi – in concreto non verificatasi – di estinzione anticipata del mutuo dopo la prima rata.

La Corte d’Appello, confermando quanto stabilito nelle Istruzioni della Banca d’Italia vigenti all’epoca della stipulazione del contratto al punto C.4, ha ribadito la necessità di escludere tale voce di costo (in quanto meramente eventuale) dal calcolo del tasso, per poter comparare, nella rilevazione dei tassi usurari, dati fra loro effettivamente omogenei. Infatti, le predette istruzioni, vigenti all’epoca dei fatti oggetto di casa e sul punto sempre confermate, escludevano la commissione di estinzione anticipata dal calcolo del TEGM e, quindi, la medesima non potrebbe essere inclusa nel conteggio del TEG/TAEG, pena la conseguenza di confrontare dati del tutto disomogenei.

Inoltre, ed è questo forse il passaggio più interessante della sentenza, la Corte d‘Appello spiega in modo particolarmente efficace il vizio di ragionamento in cui incorre l’attrice nel considerare l’ipotesi, peraltro irreale, dell’estinzione anticipata del mutuo dopo la prima rata e della conseguente incidenza della relativa commissione sul superamento del tasso soglia.

Il motivo risiede nel fatto che gli interessi corrispettivi sono applicabili all’ipotesi di regolare ammortamento del mutuo, mentre la CEA presuppone l’evento contrario, cioè l’estinzione anticipata e l’immediata esigibilità della somma.  Quindi, se è vero che la formula del TEG deve necessariamente tenere conto della durata del finanziamento e del fatto che il debito venga restituito mediante un piano di ammortamento, l’applicazione di tale formula all’ipotesi di estinzione anticipata non sarebbe corretta in quanto l’esercizio della facoltà contrattuale di recesso anticipato presuppone l’immediata esigibilità di un determinato importo.

Dove vi è interesse corrispettivo da pagare vi è vigenza del mutuo e dunque non CEA, quando vi è obbligo di pagamento della CEA non vi è più da pagare interesse pattuito originariamente: di qui l’inammissibilità di considerare contemporaneamente le due tipologie di onere, proprio per il diverso dato temporale nel quale le stesse si collocano”.

Mariangela Bonera – m.bonera@lascalaw.com

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