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La Bce fa provare i “ giochi di guerra” a Deutsche Bank

Alla Bce le bocche restano cucite, secondo la consueta regola che non si discutono pubblicamente notizie su singole banche. Ma dopo lo scoop di Reuters, che ha rivelato che la Vigilanza europea avrebbe chiesto a Deutsche Bank di simulare una chiusura delle attività di investment banking per misurarne gli effetti, ieri il direttore finanziario James von Moltke ha confermato la notizia. «L’esercizio di per sé non è nuovo; la novità è che lo facciamo con la Bce » , ha fatto sapere, aggiungendo che la simulazione è su « un’interruzione – teorica ordinata delle attività di trading », dunque «su un blocco delle nuove attività», e non si eserciterebbe su scenari di « vendite fatte in una condizione di emergenza » . In sostanza, l’analisi si muoverebbe su uno scenario in cui l’attività futura verrebbe congelata e si farebbero arrivare titoli e crediti a scadenza naturale.
Il maggiore colosso tedesco sarebbe anche il primo cui la Vigilanza starebbe chiedendo di calcolare le conseguenze dell’amputazione di una parte importante della sua attività. Moltke pensa che sia un’opzione ovvia: «Siamo la scelta naturale per una simulazione del genere in Europa: il nostro business legato ai mercati è particolarmente grande e abbiamo già fatto esperienza in altri Paesi con essi » . A Francoforte, peraltro, si rincorrono da tempo voci su pressioni che sarebbero state esercitate dalla Bce su Deutsche per rimpicciolire l’attività sui mercati, proprio per renderla più solida. E, com’è noto, la “mission” di ridimensionare l’investment banking potrebbe essere uno dei nodi cruciali del piano del nuovo amministratore delegato, Christian Sewing.
Ma secondo la Sueddeutsche Zeitung, l’esercizio della Bce servirebbe anzitutto a capire se una banca così gravata da derivati e altri prodotti finanziari sofisticati possa separarsi dalle attività di trading senza dover chiedere aiuti di Stato. Le regole europee sono diventate notoriamente più stringenti – proprio per volontà della Germania – sul ricorso ai soldi dei contribuenti per il salvataggio delle banche.
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