La BCE avvia stress test di sensibilità al rischio di tasso di interesse sul portafoglio bancario

La Vigilanza Bancaria della Banca Centrale Europea – essendo tenuta, ai sensi dell’articolo 100 della CRD IV, a effettuare prove di stress di vigilanza su base annua – ha recentemente avviato analisi di sensibilità alle variazioni dei tassi di interesse sui portafogli bancari delle banche significative dei paesi partecipanti sottoposte alla sua vigilanza diretta, che detengono quasi l’82% degli attivi bancari nell’area dell’euro.

La BCE ha precisato in proposito che la prova di stress di quest’anno ha lo scopo di fornire le informazioni sufficienti a comprendere la sensibilità al tasso di interesse delle attività e delle passività incluse nel portafoglio bancario e degli interessi attivi netti. Gli shock ipotetici applicati derivano dagli standard definiti, ad aprile 2016, dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria.

In particolare, gli esperti di vigilanza esamineranno i potenziali effetti sulle banche delle variazioni ipotetiche del contesto dei tassi di interesse. L’esercizio, analizzando l’influenza sugli intermediari di uno shock dei tassi di interesse, si concentra sulle variazioni del valore economico delle attività e delle passività nel portafoglio bancario nonché sull’andamento degli interessi attivi netti generati da tali attività e passività.

Il portafoglio bancario include le attività e le passività che non sono connesse alle attività di negoziazione delle banche. L’esercizio mira inoltre a esaminare come i modelli di comportamento della clientela utilizzati dagli intermediari influenzino la misurazione del rischio di tasso di interesse, poiché il comportamento può cambiare in risposta alle variazioni dei tassi di interesse.

I risultati dell’esercizio saranno considerati in maniera non meccanicistica ai fini del processo di revisione e valutazione prudenziale del 2017, mediante il quale si quantifica il livello di capitale che una banca deve detenere. Il patrimonio di vigilanza richiesto nelle decisioni SREP 2017 non sarà determinato dagli esiti quantitativi dell’esercizio, ma terrà conto della vulnerabilità relativa delle banche ai diversi shock dei tassi di interesse. In particolare, i risultati informeranno la valutazione del livello di capitale che gli enti dovranno detenere in termini di requisiti di secondo pilastro e di orientamenti di secondo pilastro.

Nello specifico, spiega la BCE, saranno utilizzati sei diversi shock dei tassi di interesse, derivati dagli scenari definiti ad aprile 2016 dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria e applicati al portafoglio bancario. Questi shock considerano diverse variazioni nel livello e nella forma della curva dei tassi di interesse e forniranno all’autorità di vigilanza informazioni sui mutamenti del valore economico del capitale proprio nel portafoglio bancario e delle proiezioni degli interessi attivi netti in ogni scenario.

Gli shock sono ipotetici e non sono intesi a prevedere in alcun modo l’andamento futuro dei tassi di interesse nell’area dell’euro; sono invece concepiti per individuare potenziali vulnerabilità nei portafogli bancari degli intermediari.

Nel dettaglio, l’analisi riguarderà le posizioni del portafoglio bancario. Per ogni banca, l’ambito dell’analisi è limitato alle attività e passività denominate nelle principali valute per quel determinato intermediario. Nell’esercizio rientrano solo le attività e passività nella valuta in cui è denominato almeno il 20% delle attività del portafoglio bancario dell’intermediario. La decisione di non considerare le valute al di sotto di tale soglia è finalizzata a limitare gli oneri segnaletici. Inoltre, difficilmente consistenze al di sotto della soglia produrrebbero variazioni significative nei risultati complessivi.

L’esercizio ha avuto inizio il 28 febbraio 2017 e i risultati saranno considerati principalmente ai fini della valutazione SREP, contribuendo a calibrare gli orientamenti di secondo pilastro.

I risultati saranno discussi nell’ambito del dialogo di vigilanza SREP tra le banche e i gruppi di vigilanza congiunti la prossima estate.

In questo esercizio di tipo “bottom-up” le banche forniscono le proiezioni per determinati shock dei tassi di interesse sulla base dei loro modelli. I risultati informeranno le misure qualitative e la discussione tra i GVC e le banche nell’ambito dello SREP.

Luca Bettinelli – l.bettinelli@lascalaw.com

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