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La 231 tutela sempre la difesa

Deve essere annullata la richiesta di rinvio a giudizio della società «ex 231» se il pm notifica l’avviso di conclusione delle indagini alla compagine ma non convoca il legale rappresentante per rendere l’interrogatorio ex articolo 375, comma terzo, cpp. Non basta a garantire il necessario contraddittorio con l’ente cui si addebita una responsabilità amministrativa la presenza dell’imputato, legale rappresentante della srl all’epoca dell’incidente sul lavoro, all’udienza svoltasi in camera di consiglio a norma dell’articolo 409 cpp: una volta che il legale rappresentante è imputato del reato da cui dipendente l’illecito amministrativo, la società deve per legge sostituirlo con un’altra persona. È quanto emerge dalla sentenza 31641/18, pubblicata l’11 luglio dalla quarta sezione penale della Cassazione.Diritto di difesa

Il ricorso della srl viene accolto contro le conclusioni del sostituto procuratore generale. La condanna inflitta all’allora legale rappresentante della società risulta estinta per prescrizione ma il procedimento contro la srl è già incardinato e dunque può andare avanti: l’articolo 60 del decreto legislativo 231/01 prevede che la prescrizione del reato presupposto impedisce soltanto di contestare l’illecito amministrativo. Il punto è che il pm non convoca per l’interrogatorio il nuovo vertice nominato dalla società: l’alterità fra imputato e legale rappresentante dell’ente al quale è contestata la responsabilità amministrativa ex 231 serve a evitare il conflitto d’interessi. E non c’è dubbio che il rito speciale previsto per le società sia compatibile con i presupposti di validità della richiesta di rinvio a giudizio ex articolo 416, primo comma, cpp: si tratta di regole che s’inseriscono in una scansione procedimentale richiamata in modo esplicito dall’articolo 59 del dlgs 231/01 e che riguardano un principio fondamentale come il diritto di difesa. È lo stesso pm che ritiene applicabile la disciplina ex articolo 415-bis cpp quando comunica alla srl la conclusione delle indagini. Atti restituiti alla procura perché provveda all’incombente.

Dario Ferrara

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