IV Direttiva Antiriciclaggio: pubblicato in G.U. il decreto di attuazione

E’ stato pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 28 alla Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno 2017 il decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90 di attuazione della direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e recante modifica delle direttive 2005/60/CE e 2006/70/CE e attuazione del regolamento (UE) n. 2015/847 riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e che abroga il regolamento (CE) n. 1781/2006 (c.d. “IV Direttiva Antiriciclaggio”).

Si evidenzia che il decreto in oggetto introduce significative modifiche alla disciplina legislativa dell’antiriciclaggio, al fine di allineare la normativa nazionale alle più recenti disposizioni introdotte a livello europeo.

Segnalando alcune delle più rilevanti novità introdotte, si osserva che il decreto di recepimento della IV Direttiva Antiriciclaggio prevede che l’omessa SOS, salvo che il fatto costituisca reato, è punita:

  • 1) con una sanzione amministrativa pecuniaria di importo pari a Euro 3.000 (art. 58, comma 1), mentre lo schema di decreto legislativo approvato lo scorso 23 febbraio 2017 dal Governo prevedeva, ancora, la sanzione amministrativa pecuniari dal 1 al 40 per cento del valore dell’operazione non segnalata;
  • 2) nelle ipotesi di violazioni gravi, ripetute o sistematiche ovvero plurime, con la sanzione amministrativa pecuniaria da Euro 30.000 euro a Euro 300.000.

La gravità della violazione è determinata anche tenuto conto:

  1. a) dell’intensità e del grado dell’elemento soggettivo, anche avuto riguardo all’ascrivibilità, in tutto o in parte, della violazione alla carenza, all’incompletezza o alla non adeguata diffusione di prassi operative e procedure di controllo interno;
  2. b) del grado di collaborazione con le autorità;
  3. c) della rilevanza ed evidenza dei motivi del sospetto, anche avuto riguardo al valore dell’operazione e al grado della sua incoerenza rispetto alle caratteristiche del cliente e del relativo rapporto;
  4. d) della reiterazione e diffusione dei comportamenti, anche in relazione alle dimensioni, alla complessità organizzativa e all’operatività del soggetto obbligato;
  • 3) nel caso in cui le violazioni gravi, ripetute o sistematiche ovvero plurime producono un 
vantaggio economico, l’importo massimo della sanzione di cui al comma 2:
  1. a) è elevato fino al doppio dell’ammontare del vantaggio medesimo, qualora detto vantaggio sia determinato o determinabile e, comunque, non sia inferiore a Euro 450.000:
  2. b) è elevato fino ad un milione di euro, qualora il predetto vantaggio non sia determinato 
o determinabile.

I destinatari di tali sanzione sono:

  1. a) i soggetti obbligati al rispetto delle disposizioni in materia di contrasto al riciclaggio e al terrorismo, tra cui rientrano le banche;
  2. b) il personale dipendente dei soggetti obbligati tenuto alla comunicazione o alla segnalazione responsabile, in via esclusiva o concorrente con l’ente presso cui operano, dell’omessa SOS.

Il decreto legislativo ha poi previsto disposizioni specifiche ed ulteriori per gli intermediari bancari e finanziari responsabili, in via esclusiva o concorrente, di violazioni gravi, ripetute o sistematiche ovvero plurime delle disposizioni di cui al Titolo II, Capi I, II e III e di quelle in materia di procedure e controlli interni di cui agli articoli 15 e 16 del decreto legislativo, delle relative disposizioni attuative adottate dalle autorità di vigilanza di settore nonché dell’inosservanza dell’ordine di eliminare le infrazioni e di astenersi dal ripeterle.

In tale fattispecie, si applica – solo nei confronti degli intermediari bancari e finanziari – la sanzione amministrativa pecuniaria da Euro 30.000 a Euro 5 milioni ovvero al 10 per cento del fatturato complessivo annuo, quando tale importo percentuale è superiore a Euro 5 milioni e il fatturato è disponibile e determinabile.

Tale sanzione non è applicabile ai dipendenti.

Anche il decreto legislativo di recepimento della IV Direttiva Antiriciclaggio prevede che per la violazione delle norme in materia di omessa SOS, qualora il soggetto obbligato al rispetto delle disposizioni in materia di contrasto al riciclaggio e al terrorismo sia una persona giuridica, questa è obbligato in solido con l’autore della violazione (sia esso un rappresentante o un dipendente) al pagamento della somma da questo dovuta.

Inoltre, chi ha pagato ha diritto di regresso per l’intero nei confronti dell’autore della violazione (art. 6 L. 689/1981).

Nell’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie e delle sanzioni accessorie, previste nel presente Titolo, il Ministero dell’economia e delle finanze e le Autorità di vigilanza di settore, per i profili di rispettiva competenza, considerano ogni circostanza rilevante e, in particolare, tenuto conto del fatto che il destinatario della sanzione sia una persona fisica o giuridica:

  1. a) la gravità e durata della violazione;
  2. b) il grado di responsabilità della persona fisica o giuridica;
  3. c) la capacità finanziaria della persona fisica o giuridica responsabile;
  4. d) l’entità del vantaggio ottenuto o delle perdite evitate per effetto della violazione, nella 
misura in cui siano determinabili;
  5. e) l’entità del pregiudizio cagionato a terzi per effetto della violazione, nella misura in cui 
sia determinabile;
  6. f) il livello di cooperazione con le autorità prestato della persona fisica o giuridica responsabile;
  7. g) l’adozione di adeguate procedure di valutazione e mitigazione del rischio di riciclaggio 
e di finanziamento del terrorismo, commisurate alla natura dell’attività svolta e alle 
dimensioni dei soggetti obbligati;
  8. h) le precedenti violazioni delle disposizioni di cui al presente decreto.

Si applicano le disposizioni di cui agli articoli 8 e 8-bis della legge 21 novembre 1981, n. 689, in materia di concorso formale, di continuazione e di reiterazione delle violazioni.

Anche il decreto legislativo di recepimento della IV Direttiva Antiriciclaggio prevede che per le violazioni delle disposizioni in materia di omessa SOS non trova applicazione il pagamento in misura ridotta di cui all’art. 16 della L. 689/1981.

Con riferimento alla successione di leggi nel tempo, il decreto legislativo decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90, avendo modificato in maniera sostanziale il Decreto 231/2007, anche nella parte sanzionatoria, ha introdotto specifiche disposizioni in materia di successioni di leggi nel tempo, che tengono conto del principio penalistico, applicabile anche alle sanzioni amministrative disciplinate dalla L. 689/1981, del favor rei.

In particolare, l’art. 69 del decreto di recepimento della IV Direttiva Antiriciclaggio prevede che per le violazioni commesse anteriormente all’entrata in vigore del decreto legislativo, sanzionate in via amministrativa, si applica la legge vigente all’epoca della commessa violazione, se più favorevole, ivi compresa l’applicabilità dell’istituto del pagamento in misura ridotta.

Ne consegue che, dal momento dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni, stabilita nel 4 luglio 2017, occorrerà necessariamente verificare, per ogni eventuale violazione commessa, quale sia, nel concreto, la sanzione più favorevole.

Sabrina Galmarini – s.galmarini@lascalaw.com

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