Istanze istruttorie alla prima udienza, solo se necessarie per dimostrare fatti controversi

L’attuale art. 183 c.p.c., in vigore dall’1/03/2006, concentra in un’unica udienza le fasi, precedentemente separate, della prima udienza di comparizione delle parti e trattazione della causa. Scopo di tale momento, è quello per il giudice di definire il thema decidendum  nonché di individuare i fatti controversi che necessitino di essere provati (thema probandum).

Ai sensi del sesto comma del medesimo articolo, qualora il giudice individui delle circostanze controverse, accoglierà le istanze istruttorie eventualmente formulate dalle parti, fissando udienza per l’assunzione dei mezzi di prova ritenuti ammissibili e rilevanti.

L’intero meccanismo di concessione delle istanze istruttorie è sicuramente posto a tutela del diritto di difesa delle parti, ma bisogna ritenere non ammissibile l’orientamento di parte della giurisprudenza di merito secondo il quale si ritiene esso abbia natura tendenzialmente inderogabile (Cass. civ. Sez. III, 15-02-2007, n. 3607).

Il combinato disposto di tali norme con l’art. 80 bis dis. att. c.p.c., tra l’altro, conferma che il giudice ha potere di valutare quando una causa sia matura per la decisione, secondo la sua discrezionalità, avvalendosi del procedimento decisorio di cui all’art. 281 sexies c.p.c., «atteso che, ogni diversa interpretazione delle norme suddette, comportando il rischio di richieste puramente strumentali, si porrebbe in contrasto con il principio costituzionale della durata ragionevole del processo» (Cass. civ. Sez. III, 11-03-2016, n. 4767).

In tal caso, il giudice inviterà alla precisazione delle conclusioni e ordinerà la discussione orale della causa, al termine della quale pronuncerà sentenza, anche nel corso di una successiva udienza.

Così il Tribunale di Siracusa si è pronunciato con provvedimento del 7/11/2016, rigettando l’istanza di concessione dei termini ex art. 183, sesto comma, nn. 1, 2 e 3, c.p.c., anzi disponendo la fissazione dell’udienza di discussione e decisione della causa ai sensi dell’art. 281 sexies c.p.c (Cass. 4767/2016; Cass. 3607/2007)

In tale occasione, nonostante l’istanza delle parti per la concessione dei termini istruttori, il Giudice ha ritenuto dai documenti già in atti che la causa fosse matura per la decisione e quindi di dover rigettare l’istanza stessa, tra l’altro concedendo la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto, stante la potenziale improcedibilità dell’opposizione evinta dagli atti di causa.

Tribunale Siracusa, 7 novembre 2016 (leggi la sentenza)

Barbara Maltese – b.maltese@lascalaw.com

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