Istanza di fallimento e bilanci inattendibili

Ove i bilanci degli ultimi tre esercizi siano ritenuti inattendibili dal giudice, l’imprenditore rimane onerato della prova circa la ricorrenza dei requisiti della non fallibilità.

La Corte di Cassazione si è pronunciata nuovamente sull’onere della prova in merito ai requisiti di fallibilità, ribadendo che grava sul debitore l’onere di provare il mancato superamento dei limiti di fallibilità di cui all’art. 1, comma 2 L.F.

Come noto, tale norma prevede dei requisiti dimensionali, da accertarsi con riferimento agli ultimi tre esercizi, affinchè un imprenditore possa essere assoggettato alle disposizioni fallimentari.

Nella sentenza in commento è stato affermato come, nell’ambito del giudizio prefallimentare, i bilanci degli ultimi tre esercizi costituiscano la base documentale imprescindibile, ma non anche una prova legale, sicchè, ove ritenuti inattendibili dal giudice, l’imprenditore rimarrebbe in ogni caso onerato della prova circa la sussistenza dei requisiti di non fallibilità.

Ciò in quanto, il Giudice non è tenuto a svolgere d’ufficio una specifica attività finalizzata ad accertare l’inesistenza dei requisiti di fallibilità, non potendo trasformarsi in autonomo organo di ricerca della prova.

Cass., Sez. I Civ., 01 Dicembre 2016, n. 24548

Giulia Camilli – g.camilli@lascalaw.com

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