Inimicizia del Giudice e ricusazione: conta ciò che avviene fuori dall’aula

L’ordinanza n. 18395 del 26 luglio 2017 consente alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione di tornare in argomento in merito ai presupposti necessari per ottenere la ricusazione del Giudicante ex art. 52 cpc.: devono essere indicati circostanze e fatti concreti, precisi e autonomi rispetto alla realtà processuale, che rivelino l’esistenza di ragioni di rancore o di avversione da parte del Giudice

Con tale provvedimento, infatti, la Suprema Corte conferma il proprio più recente orientamento, sviluppatosi dal 2014, in base al quale la parte che si ritiene lesa deve dimostrare che la “grave inimicizia” di cui all’art. 51 n. 3 cpc si estrinseca in comportamenti tenuti dal magistrato al di fuori dell’attività professionale ed estranei al processo.

Al contrario, nel caso sottoposto all’attenzione della Corte, l’avvocato ricorrente si doleva di essere stato vittima di decisioni giudiziarie del tutto errate, arbitrarie ed anomale, che – a suo dire – si sarebbero potute spiegare solo con un’evidente grave inimicizia del Giudicante nei suoi confronti.

Secondo l’interpretazione della Cassazione, tuttavia, la tassatività dei motivi di cui all’art. 51 cpc non consente di adottare interpretazioni estensive tali da includere tra i fatti rilevanti anche accadimenti esclusivamente processuali.

Inoltre, la Corte ha avuto modo di aggiungere che è irrilevante ai fini dell’accoglimento della domanda di ricusazione, la pendenza di un giudizio di responsabilità civile del magistrato ai sensi della Legge 13 aprile 1988, n. 117, atteso che questo non è un giudizio nei confronti del magistrato, bensì nei confronti dello Stato.

In quanto tale, non può quindi integrare i requisiti della “causa pendente” di cui all’art. 51 n. 3 cpc che obbligherebbe il magistrato ad astenersi e, qualora, ciò non avvenisse, legittimerebbe la proposizione del giudizio di ricusazione.

Sulla base di tutto quanto sopra, non ritenendo provati i requisiti prescritti dalle norme codicistiche, la Corte di Cassazione a Sezione Unite ha, quindi, rigettato integralmente il ricorso per ricusazione.

Cass., Sez. Unite Civili, 26 luglio 2017, ordinanza n. 18395

Chiara Gennaro – c.gennaro@lascalaw.com

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