Ingiunzione ex art. 119 TUB e onere della prova

Il Tribunale di Torino ha deciso una controversia in tema di ordine di consegna ex art. 119 TUB, chiarendo quale sia l’onere probatorio che grava sul cliente.

La norma, come noto, permette al cliente di ottenere un’ingiunzione per consegna di documenti nel caso in cui la banca non abbia ottemperato alla sua richiesta nel termine di legge (non superiore a novanta giorni).

Nel caso di specie, un consumatore notificava decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo ex art. 119 TUB (e relativo atto di precetto) ad una società finanziaria, che proponeva opposizione per ottenerne la revoca.

La società opponente eccepiva di non avere mai ricevuto alcuna missiva e/o richiesta di consegna dei documenti, così mancando il presupposto fondamentale dell’ingiunzione, ossia l’inadempimento della società.

Il Tribunale piemontese, alla luce dei documenti depositati in sede monitoria, accoglieva integralmente l’opposizione.

Ciò in quanto non risultava assolto l’onere di provare l’avvenuto invio della richiesta di consegna: “la prova dell’invio dei messaggi era a carico di […] e non è stata assolta. L’opponente ha quindi ragione a dolersi di non aver potuto dare riscontro alle comunicazioni e pertanto l’ingiunzione di consegna risulta ingiustificata”.

E infatti, spiega il Giudice, la prova dell’inoltro della richiesta di documenti è elemento imprescindibile della domanda “in ragione del fatto che non è stato provato che sussistessero i presupposti ex art. 119, co. 4, T.U.B. per ordinare la consegna della documentazione a […] la stessa ha diritto a ripetere le somme corrisposte per evitare l’esecuzione forzata, oltre interessi che, presumendo la buona fede, sono dovuti dalla domanda al saldo ex art. 2033 c.c.”.

La sentenza, quindi, conferma che l’ingiunzione per consegna ex art. 119 TUB può essere utilizzata solo se vi è prova certa in merito all’inadempimento della banca, prova che deve essere fornita dal ricorrente.

Tribunale di Torino, 14 giugno 2018, n. 3028 (leggi la sentenza)

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

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