Informazioni parziali ed adempimento informativo

La Suprema Corte si pronuncia riguardo al caso in cui il cliente abbia rilasciato solamente “alcune” informazioni necessarie alla valutazione di adeguatezza degli investimenti e la banca abbia operato nell’acquisto di strumenti finanziari.

Nello specifico l’investitore lamenta  un presunto inadempimento della banca rispetto alla fase di acquisizione delle informazioni dal cliente, avendo solamente in parte raccolto le relative informazioni (ai sensi dell’art. 28 del regolamento Consob n. 11522/1998): per tale ragione, quindi, “l’intermediario non avrebbe dovuto consentirle di operare sul mercato mobiliare”.

La tesi del ricorrente è rigettata sotto il presupposto per cui “se è consentito all’intermediario porre in essere attività di compravendita mobiliare persino in favore di quell’investitore che abbia negato ogni informazione circa il proprio profilo soggettivo, a maggior ragione l’intermediario poteva consentire l’attività di investimento ad un cliente che conosceva meglio, per avere lo stesso fornito informazioni circa il proprio profilo soggettivo, seppur parziali”.

Peraltro, facendo seguito ad un indirizzo giurisprudenziale oramai consolidatosi in seno alla Suprema Corte, anche l’ulteriore censura riguardante il preteso inadempimento dell’intermediario finanziario in relazione alla segnalazione di non adeguatezza dell’investimento è rigettata, sia sotto il profilo dell’obbligo informativo (“Invero la formula indicata dall’intermediaria sul modulo sottoscritto dall’investitrice: “ordine non adeguato per oggetto-dimensioni”, appare idonea ad assolvere l’obbligo di legge di richiamare l’attenzione dell’investitore sulle ragioni di inadeguatezza soggettiva della disposizione d’acquisto (cfr. Cass. n. 11578 del 2016)”), sia sotto il profilo della validità per assenza specifica di sottoscrizione (“La ricorrente propone anche l’argomento che l’avvertimento dell’inadeguatezza si risolve in una “clausola” contrattuale che avrebbe dovuto essere sottoscritta separatamente, ma questa previsione non emerge dalla normativa vigente, e non appare desumibile in via interpretativa”).

Cass., Sez. I Civ., 5 maggio 2018, n. 5108 (leggi la sentenza)

Paolo Francesco Bruno – p.bruno@lascalaw.com

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