Incompletezza dell’atto introduttivo notificato: una escalation di nullità

La questione sottesa alla recente pronuncia della Corte di Cassazione è se può ritenersi valido un atto introduttivo notificato incompleto, in quanto mancante di alcune pagine fondamentali, d’altronde difforme da quello prodotto in giudizio, in copia autentica, da parte ricorrente.

I giudici di Piazza Cavour hanno risolto l’enigma dichiarando la nullità dell’atto introduttivo e, conseguentemente, del provvedimento emesso dal giudice di prime cure, cassando la sentenza impugnata, quindi rinviata al Tribunale di merito, che dovrà svolgere il giudizio garantendo il contraddittorio effettivo e rituale.

Nel caso di specie, Tizio aveva notificato a Caio un ricorso ex art. 702 bis c.p.c. incompleto, in quanto privo di alcune pagine e, precisamente, di parti determinanti ai fini della costituzione in giudizio, con conseguente contumacia di Caio nel giudizio di primo grado ed emissione, da parte del Tribunale, del provvedimento di accoglimento della domanda di Tizio e condanna di Caio al pagamento delle spese di lite.

Pertanto, il soccombente ha proposto ricorso per cassazione, evidenziando come l’atto introduttivo del giudizio di primo grado non era solo privo di alcune pagine, bensì addirittura incompleto in quelle parti fondamentali relative sia all’edictio actionis che alla vocatio in ius.

La Corte, chiamata a pronunciarsi sulla questione di legittimità, ha constatato come l’atto notificato, evidentemente difforme da quello depositato in copia autentica dal ricorrente in primo grado, risultasse privo dell’esposizione dei fatti di causa e della parte relativa alla precisazione delle conclusioni nonché dell’avvertimento ex art. 163, co. 3, n. 7, c.p.c., rendendo rispettivamente incerta la causa petendi, l’individuazione del petitum immediato e mediato e la vocatio in ius.

Stante quanto sopra, secondo gli ermellini, ai fini della pronuncia sulla nullità, occorre prendere in considerazione la copia autentica del ricorso notificato, nel caso di specie non prodotto nel giudizio di primo grado stante la contumacia della parte resistente, in quanto si deve garantire l’affidamento del destinatario sull’atto scritto che gli è stato consegnato, presumibilmente corrispondente, in ogni sua parte, a ciò che si intendeva dichiarare e portare a sua conoscenza.    

In conclusione, secondo la Corte, in un’ipotesi di totale incertezza circa il contenuto di un atto giuridico, è evidente il pregiudizio al diritto di difesa arrecato al resistente in primo grado, con conseguente necessità, per lo stesso, di invocare, ex art. 164 c.p.c., la nullità del provvedimento e del relativo giudizio di merito.

Pertanto, pacifici i gravi vizi riscontrati nell’atto introduttivo del giudizio di primo grado notificato, che hanno costituito ragionevolmente i motivi di gravame nel ricorso per cassazione ex art. 360, n. 4, c.p.c., la Corte ha conclusivamente accolto il ricorso, dichiarato la nullità dell’atto notificato e, conseguentemente, dell’ordinanza emessa in primo grado, cassando la stessa e rinviando la causa al Tribunale in diversa composizione, al fine di svolgere, nel perfetto contraddittorio tra le parti, il giudizio di merito, anche rispetto alla liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

Cass., Sez. VI Civile – 2, 9 gennaio 2018, ordinanza n. 283

Viviana Campanile v.campanile@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Con ordinanza n. 24081 emessa in data 3 ottobre 2018, la Suprema Corte si è pronunciata nuovamente ...

Diritto Processuale Civile

La Suprema Corte si è espressa di recente in tema di compensazione delle spese legali, ponendo di f...

Diritto Processuale Civile

Il Giudice che, nel pronunciare la sentenza ometta totalmente di indicare una delle parti costituite...

Diritto Processuale Civile