Incompetenza territoriale e rapporto di factoring

Una questione preliminare frequentemente trattata nell'ambito del contenzioso in materia di factoring attiene alla competenza territoriale del Giudice adito dal Factor. Nell'ambito di un'azione di recupero crediti promossa avanti il Tribunale di Milano per conto di una nota Società di Factoring, la debitrice ceduta convenuta si è costituita eccependo l'incompetenza del Foro del domicilio del creditore adito, evidenziando la sussistenza di una deroga a tale competenza territoriale per essere stato previsto un diverso Foro, in via esclusiva, nel contratto stipulato tra Cedente e Ceduto.

Al riguardo, il Tribunale di Milano ha sostenuto (sentenza 15 novembre 1990, in Nuova Giurisprudenza Commentata, 1991, I, 609) che  non è opponibile al Factor la Convenzione che deroga la competenza territoriale, sulla base di un duplice rilievo. In primo luogo, il Factor, nella sua veste di cessionario, si trova ad essere titolare di un credito certo liquido ed esigibile, come tale idoneo a determinare, ai sensi dell’art.1182 c.c., la competenza territoriale del domicilio del creditore. In secondo luogo, la clausola derogatoria della competenza, traendo la propria fonte dall’accordo delle parti originarie, non può essere opposta a chi è rimasto estraneo all’accordo, con la conseguenza che il rapporto processuale non potrà essere assoggettato ad altre regole in materia di competenza, se non a quelle fissate per legge.

L'interpretazione del Tribunale di Milano, seppur contrastata da parte della giurisprudenza di merito, è risultata in corso di causa in grado di superare l'eccezione preliminare avversaria ed appare conforme all'orientamento assunto dalla Suprema Corte. E' stato infatti osservato che “la disciplina dell’art. 1182 terzo comma c.c., in base alla quale le obbligazioni liquide ed esigibili devono adempiersi al domicilio che ha il creditore alla scadenza è applicabile anche alla cessione di credito, con la conseguenza che il debitore ceduto, se preavvertito dello spostamento del luogo di pagamento e purché non ne derivi un eccessivo aggravio per lui, deve adempiere al domicilio del cessionario, ancorché diverso da quello del cedente” (Cass. n.66 del 29 marzo 1999; in senso conforme, App. Milano, 23 gennaio 1987, in Banca Borsa e titoli di credito, 1998, II, 325).

 

(Francesco Giovanni Pagliari – f.pagliari@lascalaw.com)

 

 

 

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