Incidente stradale provocato da una minorenne, ne risponde la madre

Non si tratta di “confondere il piano della colpevolezza con quello della causalità”, come diversamente sostenuto dalla Ricorrente, bensì di aver posto in essere un comportamento obiettivamente irresponsabile, con conseguente addebito della responsabilità risarcitoria per la causazione del sinistro.

Questa, in sintesi, la fattispecie di cui ha avuto modo di occuparsi la Cassazione nella sentenza in commento.

Nel caso di specie, una madre, allontanatasi da casa durante le ferie estive, aveva lasciato l’autovettura nella disponibilità del figlio maggiore; quest’ultimo, come già in passate occasioni – circostanza di cui la madre ben sapeva, avendolo ammesso in giudizio – concedeva alla sorella minorenne di guidare il veicolo, la quale in data, 1.6.2003, provocava un sinistro.

Dopo aver liquidato il risarcimento in favore delle vittime, la compagnia di assicurazioni conveniva in giudizio la madre, domandando nei confronti di quest’ultima, a titolo di responsabile civile, la condanna alla refusione di tutti gli importi corrisposti ai danneggiati, sul presupposto della responsabilità di quest’ultima.

La domanda, pur se in diversa misura, veniva accolta sia in primo che in secondo grado.

La donna proponeva quindi ricorso al Giudice di Legittimità, il quale, malgrado le diverse aspettative della signora, non ha ritenuto di mutare orientamento; secondo le valutazioni della Suprema Corte, infatti, la donna, per sua stessa ammissione, era perfettamente consapevole – poiché era già accaduto – che lasciare il veicolo nella disponibilità dei figli, con specifica consegna delle chiavi al fmaggiore, non sarebbe stata una scelta cauta e responsabile, poiché quest’ultimo, già in passato, aveva dimostrato un atteggiamento non responsabile lasciando guidare l’autovettura anche alla sorella. Ciononostante, anziché, scongiurare il verificarsi del rischio, la donna si è dimostrata totalmente noncurante al pericolo, “dimostrando pertanto di non avere adottato in concreto un comportamento ostativo, specificamente inteso a impedire la circolazione del veicolo mediante l’adozione delle cautele necessarie”, rendendosi così causalmente e colposamente responsabile del sinistro occorso, con conseguente obbligo, a carico di quest’ultima, di refusione alla compagnia assicurativa degli importi liquidati alle vittime.

Cass., Sez. III Civ., 6 marzo 2018, n. 5180

Benedetta Minotti – b.minotti@lascalaw.com

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