Inammissibilità della costituzione di parte civile nel processo all’ente

Cass. Sez. Penale, 27 gennaio 2015, n. 3786 (leggi la sentenza)

Nel processo instaurato per l’accertamento della responsabilità da reato dell’ente, non è ammissibile la costituzione di parte civile, atteso che l’istituto non è previsto dal D.Lgs n. 231 del 2001 e l’omissione non rappresenta una lacuna normativa ma corrisponde ad una consapevole scelta del legislatore.

In questi termini si è recentemente espressa la quarta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, la quale, con la sentenza n. 3786 del 27 gennaio 2015, ha ribadito nuovamente l’orientamento già più volte affermato, relativamente all’inammissibilità della costituzione di parte civile nel procedimento avverso agli enti collettivi.

Tale orientamento, peraltro ritenuto indenne da censure sia parte della Corte di Giustizia con la sentenza 12 luglio 2012 n. C-79/11, che dalla Corte costituzionale con la pronuncia n. 218 del 2014, fonda il proprio radicamento nello stesso dato letterale della normativa di riferimento. Diversamente dalle precedenti pronunce, le quali, in accordo con la dottrina maggioritaria, argomentavano l’inammissibilità in ragione della non ipotizzabilità di danni ulteriori, rispetto a quelli già prodotti dal reato, relativamente ai quali viene ipotizzato l’esercizio dell’azione risarcitoria nell’ambito del procedimento a carico dell’ente.

8 aprile 2015

Luca Bettinelli – l.bettinelli@lascalaw.com

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