In attesa del deposito della sentenza della corte costituzionale la mediazione obbligatoria sopravvive

Con ordinanza dell’8 novembre 2012, resa fuori udienza a scioglimento della riserva assunta in una causa afferente rapporti bancari e, dunque, rientrante nel campo di applicazione dell’art. 5, comma 1, del d.lgs 4 marzo 2010, n. 28, il Tribunale di Lamezia Terme ha ritenuto di assegnare termine alle parti per l’introduzione del procedimento di mediazione di cui all’art. 1 e ss. del d.lgs 28/2010, nonostante il comunicato della Corte Costituzionale che preannuncia la dichiarazione di illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del citato decreto legislativo, nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione.

La decisione è stata così argomentata: “(…) La menzionata norma è ancora valida ed efficace al momento dell’emanazione della presente ordinanza, non essendo stata depositata né pubblicata la preannunciata (cfr. comunicato della Corte Costituzionale) sentenza che ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale per eccesso di delega (cfr. art. 30 legge 87/1953); peraltro, dovendosi presumere che l’incostituzionalità abbia riguardato la sola previsione dell’obbligatorietà della mediazione, ove nelle more del decorso del termine assegnato dovesse essere pubblicata la citata sentenza caducatoria, la prescrizione di cui al dispositivo dovrà intendersi come mediazione su invito del giudice, ai sensi del comma 2 dell’art. 5, considerata la natura della controversia e la possibilità di valutare una trattativa alla luce delle indicazioni contenute nel presente provvedimento”.

(Carmela Prencipe – c.prencipe@lascalaw.com)

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