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Imu, locatario obbligato fino a fine contratto

A differenza della Tasi, il cui presupposto per l’imposizione fiscale è dato anche dalla detenzione dell’immobile, per l’assoggettamento al pagamento dell’Imu rileva solo il possesso qualificato dell’immobile. Dunque, dopo la risoluzione del contratto di leasing soggetto passivo Imu è la società di leasing, nel caso di specie una banca, anche se la stessa non ha acquisito la materiale disponibilità del bene per la mancata riconsegna da parte dell’utilizzatore. Per il pagamento del tributo non ha alcuna rilevanza la mancata consegna del bene da parte dell’utilizzatore, ciò che conta è l’esistenza di un vincolo contrattuale che legittima la detenzione qualificata del locatario finanziario. In questo senso si è espressa la Commissione tributaria regionale di Milano, sezione XVI, con la sentenza 1194 del 20 marzo 2018.

Il titolo che legittima l’imposizione, quindi, è rappresentato solo dal contratto e non dalla disponibilità del bene. Per i giudici d’appello, «una volta avvenuta la risoluzione, il contratto esaurisce i suoi effetti, appunto contrattuali. La riconsegna fa parte degli aspetti ultra-contrattuali, cioè è un effetto che non discende dal contratto, bensì dalla cessazione della durata del contratto. Pertanto, nel periodo intercorrente fra la risoluzione del contratto di locazione e la riconsegna del bene, è il proprietario che deve versare tale tributo, in quanto il locatario è un detentore senza titolo del bene». Diversa è invece la disciplina della Tasi, invocata dalla parte interessata nel giudizio in esame. Ai sensi dell’articolo 1, comma 672, della legge 147/2013, infatti, in caso di locazione finanziaria la Tasi è dovuta dal locatario a decorrere dalla data della stipulazione del contratto e per tutta la sua durata. Tuttavia, per durata del contratto di locazione finanziaria deve intendersi il periodo intercorrente dalla data della stipulazione alla data di riconsegna del bene al locatore, comprovata dal verbale di consegna. Se il bene non viene consegnato, il locatario è tenuto al pagamento dell’imposta sui servizi indivisibili. L’Imu, invece, è dovuta dal soggetto che sia possessore di diritto dell’immobile. Pertanto, il pagamento dell’imposta è a carico del soggetto che risulti titolare dell’immobile presso la Conservatoria dei registri immobiliari. In effetti, l’imposta municipale è dovuta dai contribuenti per anni solari, proporzionalmente alla quota di possesso dell’immobile e in relazione ai mesi dell’anno per i quali il bene è stato posseduto. Se il possesso si è protratto per almeno 15 giorni, il mese deve essere computato per intero. Va precisato che la prova della proprietà o della titolarità dell’immobile non è data dalle iscrizioni catastali, ma dalle risultanze dei registri immobiliari.

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