Illecito d’autore tramite internet: a quale giudice rivolgersi

Corte di Giustizia UE, Causa Hejduk, C-441/13 (leggi la sentenza)

La diffusione ed affermazione di Internet quale mezzo di divulgazione di contenuti d’autore ha aperto, come noto, innumerevoli problematiche in relazione ad una realtà ancora oggi poco regolamentata. Risulta, in molte occasioni, estremamente difficile non solo intervenire per rimuovere eventuali violazioni dei diritti di privativa industriale ed intellettuale, ma ancor di più riuscire a comprendere il luogo fisico presso cui far valere le proprie pretese.

A questo proposito è intervenuta recentemente la Corte di Giustizia UE (Causa Hejduk, C-441/13) che ha fatto un po’ di luce su tutte quelle ipotesi in cui sia quanto meno difficile collocare territorialmente la concretizzazione del danno.

Nello specifico, la vicenda aveva ad oggetto un ricorso presentato da una fotografa professionista austriaca, Hejduck, che aveva autorizzato una società tedesca a presentare e utilizzare alcune sue riproduzioni nel corso di un convegno. Sebbene l’autorizzazione fosse limitata all’evento, la società tedesca aveva diffuso le immagini anche sul proprio sito internet, consentendo agli utenti di scaricarle pur in assenza del consenso della fotografa a riguardo e senza fornire indicazioni relative ai diritti d’autore. Di qui l’azione della fotografa che mirava ad ottenere il risarcimento dei danni patiti in seguito alla lesione dei diritti patrimoniali d’autore dovuta all’illegittima diffusione delle proprie fotografie via web.

Sulla base della precedente e consolidata (apparentemente) giurisprudenza comunitaria in base alla quale il foro competente in questa materia è quello del domicilio di colui che ha subito il danno (eDate Advertising e altri, C509/09 e C161/10), la fotografa agiva innanzi alla giustizia austriaca.

Nel costituirsi, la società convenuta aveva sollevato un’eccezione di incompetenza nei confronti del tribunale austriaco; secondo la tesi della convenuta che aveva sede a Düsseldorf, la sua pagina web aveva utilizzato un dominio di primo livello nazionale «.de», ragion per cui il suo sito internet non era destinato all’Austria ma alla Germania. Da ciò doveva conseguire che la mera facoltà di consultare il sito a partire da tale Stato non avrebbe consentito di attribuire ai giudici austriaci la competenza che bensì spettava ai giudici tedeschi.

A questo punto la questione sulla competenza territoriale si evidenzia in tutta la sua rilevanza: difatti, in caso di divulgazione on-line di fotografie, la violazione difficilmente può considerarsi perpetrata in uno o più luoghi collocabili territorialmente (ragion per cui il danno si «smaterializza», ossia diventa diffuso e, pertanto, si «delocalizza»).

La Corte, in coerenza con taluni principi già affermati in materia di danno, ha osservato che il pregiudizio può concretizzarsi anche in uno Stato membro diverso da quello in cui la società convenuta ha preso la decisione di mettere in rete le fotografie, a condizione che il diritto del quale si lamenta la violazione sia protetto in tale Stato. E così è avvenuto nel caso in esame. La fotografa, infatti, rivendicava la lesione del diritto in Austria, ove il diritto d’autore è protetto.  Poco importa – prosegue la Corte – che il sito sul quale sono state pubblicate le fotografie abbia un dominio nazionale di primo livello tedesco. Ciò che conta è l’accessibilità, nel predetto Paese, delle opere tutelate. Di conseguenza, considerato che, nel caso di specie, il sito controverso era accessibile in Austria e che l’ordinamento austriaco tutela il diritto d’autore, la fotografa ben poteva agire dinnanzi al Tribunale di quel Paese, in base al criterio del luogo del danno.

Si è però precisato che – poiché la tutela dei diritti qui in esame accordata dallo Stato membro vale soltanto per il territorio del medesimo – detto Organo giudicante è competente a conoscere del solo danno cagionato nel territorio di tale Stato.

3 aprile 2015

Franco Pizzabiocca – f.pizzabiocca@lascalaw.com

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