Il contrassegno apparentemente valido obbliga l’assicuratore a risarcire il danneggiato

Cass., 17 novembre 2011, Sez. III, n. 24089 in Cassazione.net

Massima: "In forza del combinato disposto dall'art. 7 della legge 24 dicembre 1969 n. 990 (attuale art. 127 del D.Lgs. 7 settembre 2005 n. 209) e dell'art. 1901 c.c., il rilascio del contrassegno assicurativo da parte dell'assicuratore della r.c.a. vincola quest'ultimo a risarcire i danni causati dalla circolazione del veicolo, quand'anche il premio assicurativo non sia stato pagato, ovvero il contratto di assicurazione non sia efficace, giacchè, nei confronti del dannaggiato, quel che rileva, ai fini della promovibilità dell'azione diretta nei confronti dell'assicuratore del responsabilile è l'autenticità del contrassegno, non la validità del rapporto assicuratico. Tuttavia, posto che la disciplina del citato art. 7 mira alla tutela dell'affidamento del danneggiato e copre, pertanto, anche l'ipotesi del'apparenza del diritto, per escludere la responsabilità dell'assicuratore, in ipotesi di contrassegno contraffatto o falsidicato, occorre che questi provi l'insussistenza di un proprio comportamento colposo, tale da ingenerare l'affidamento erroneo del danneggiato stesso." (leggi la sentenza per esteso)

Con la recentissima sentenza n. 24089/2011 la terza sezione della Cassazione, forzando un principio già espresso in precedenti sentenze (Cass. 13 dicembre 2010, n. 25130), ha stabilito che in ipotesi di contrassegno assicurativo contraffatto o falsificato per escludere la responsabilità dell’assicuratore nei confronti del danneggiato “occorre che questi provi l’insussistenza di un proprio comportamento colposo, tale da ingenerare l’affidamento erroneo del danneggiato stesso”.

La sentenza parte dal principio secondo il quale il rilascio del contrassegno assicurativo da parte dell’assicuratore vincola quest’ultimo a risarcire i danni derivati dalla circolazione del veicolo che espone detto contrassegno anche nel caso in cui il premio assicurativo non sia stato versato o il contratto non sia efficace.

Per tutelare l’affidamento del danneggiato, quindi, viene attribuito all’apparenza del diritto valore tale da superare l’invalidità del rapporto assicurativo.

La Cassazione applica detto principio anche in caso di contrassegno falso o falsificato ma apparentemente valido. Spetterebbe alla compagnia di assicurazioni provare di non aver ingenerato l’affidamento del terzo.
Difficile immaginare quale contenuto possa avere detta prova e in che modo l’assicuratore possa riuscire a dimostrare “l’insussistenza di un proprio comportamento colposo”.

Mentre in caso di consegna di un contrassegno assicurativo in assenza di versamento del premio o per errore è evidente quale sia il comportamento colposo dell’assicuratore, nel caso di contrassegno falsificato non è chiaro quale sia il comportamento diligente richiesto all’assicuratore ed idoneo a non generare l’affidamento del terzo (controllo periodico di tutte le autovetture circolanti per verificare che non abbiamo contrassegni esposti contraffatti? Pubblicazione giornaliera di un elenco dei contratti assicurativi validi?).

L’evidente impossibilità per l’assicurazione di fornire la prova richiesta e, prima ancora, di porre in essere comportamenti idonei ad evitare che altri falsifichino contrassegni assicurativi e li espongano su veicoli in circolazione, dimostra l’assenza nella pronuncia in esame di un minimo bilanciamento degli interessi in gioco (quello del danneggio e quello dell’assicuratore), a vantaggio esclusivo del danneggiato.

La pronuncia, pertanto, non è condivisibile giacchè sposta completamente sull’assicuratore gli effetti del comportamento fraudolento del soggetto che ha falsificato il contrassegno.
È certamente vero che l’assicuratore, dopo aver risarcito il danneggiato,  potrà agire in rivalsa nei confronti del soggetto che ha esposto il contrassegno falsificato, ma è anche vero che subirà il rischio di non riuscire a recuperare le somme versate e non dovute.
 
(Maria Valeria De Leo – v.deleo@lascalaw.com)

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