Gli stress testing e i modelli interni di misurazione nel nuovo contesto regolamentare: il caso delle banche medio – piccole.

 Abstract 1° – 2° capitolo

  

(Leggi l'intervento per esteso)

 

La ricorrenza delle crisi bancarie ed i costi ingenti ad esse associate sollecitano una maggiore attenzione alla vulnerabilità del sistema finanziario. Nondimeno, stimare la sensibilità del rischio d’insolvenza alle attuali condizioni macroeconomiche non è un obiettivo facile. Le norme Internazionali concernenti i requisiti prudenziali di capitale delle imprese finanziarie (I Pilastro di Basilea II) hanno nei fatti inasprito le fasi di rallentamento dell’economia favorendo le strette creditizie nel settore bancario.

Nel dettaglio, l’impiego dei sistemi di rating per il calcolo dei requisiti minimi di capitale bancario ha, da un lato innalzato la performance delle istituzioni bancarie nella misurazione e gestione del rischio di credito dei propri impieghi e dall’altro, reso i requisiti di capitale sempre più sensibili alle condizioni economiche generali.

Conseguentemente, data la sensitività dei sistemi di rating creditizi ai cicli economici, è verosimile che i requisiti di capitalizzazione possano di fatto risultare ciclici, innalzandosi durante le fasi recessive del ciclo ed abbassandosi durante quelle espansive.

Cosicché, per sottrarsi dal rischio che il cuscinetto di capitale detenuto dalle banche (seguendo le indicazioni regolamentari contenute nel Pilastro I di Basilea II) possa risultare insufficiente, le Autorità di Vigilanza nel Nuovo Accordo sul Capitale (per l’Italia la conosciuta circ. 263/2006 di Banca d’Italia) hanno richiesto alle banche (piccole e grandi) di condurre delle analisi di macro stress testing (ragionevolmente cautelative) allo scopo di calcolare di quanto i propri requisiti di capitale a copertura del rischio di credito potrebbero aumentare al verificarsi di scenari economici eccezionalmente negativi, ma plausibili.

In sostanza, Basilea II ha inteso affiancare ai modelli statistici accreditati di rischio di credito (basati sulla misura internazionalmente accettata del Value-at-Risk) le tecniche di macro stress testing anche per altri rischi (si veda il rischio di liquidità, rischio di tasso di interesse e rischio di concentrazione) al fine di valutare adeguatamente l’impatto di specifici eventi estremi e/o di uno shock economico sulla solidità finanziaria del sistema bancario. 

 

Con i primi due capitoli ci si soffermerà sull'importanza della prociclicità dell'attività bancaria dal punto di vista dei requisiti di patrimoniali e sugli aspetti degli “stress testing”  anche alla luce della crisi, che a partire dalla metà del 2007, ha investito i mercati finanziari. Non si tralasceranno alcune indicazioni che il Comitato di Basilea ha emanato nel maggio del 2009  in tema di stress testig.

 

Paolo Pogliaghi, Responsabile del Servizio Compliance e Rischi della Banca di Credito Cooperativo di Carugate.

Antonella Latempa, Servizio Compliance e Rischi della Banca di Credito Cooperativo di Carugate.

 

 

Il presente studio esprime i pareri degli autori e non coinvolge l’Istituto di appartenenza

 

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