Giudizio di divisione endoesecutivo: quali le forme per la sua introduzione?

Spesso accade che il creditore, agendo per il recupero forzoso del proprio credito, colpisca dei beni in comproprietà e sia costretto, quindi, ad avviare un giudizio di divisione endoesecutivo al fine di procedere allo scioglimento della comunione e migliorare l’appetibilità del bene sul mercato.

Ma quali sono le forme per l’introduzione di siffatto giudizio di divisione? La Cassazione, con la sentenza del 20 agosto 2018, n. 20817, ha ritenuto che “la divisione endoesecutiva sia ritualmente introdotta con la mera pronuncia dell’ordinanza del giudice dell’esecuzione che la dispone, se all’udienza di cui all’art. 600 c.p.c. sono presenti tutti gli interessati, ovvero con la notifica in caso di assenza.” Pertanto, ai fini della valida introduzione del giudizio di divisione endoesecutivo non è necessaria la separata notifica ed iscrizione a ruolo contenzioso civile di un distinto atto di citazione, contenete i requisiti di cui all’art. 163 c.p.c., ma è sufficiente che, in caso di assenza degli interessati al giudizio di divisione, venga loro notificata l’ordinanza che dispone la divisione a cura del creditore procedente, o di qualsiasi interessato. Tuttavia, bisogna prestare ottemperanza a quell’ordinanza del giudice che disponga la previa notifica ed iscrizione a ruolo di separato atto di citazione; l’inosservanza, comunque, non potrebbe determinare conseguenze processuali peggiori rispetto a quelle derivanti dalla violazione delle minori forme sufficienti.

L’origine di tale pronuncia della Corte va ricercata nell’interpretazione del combinato disposto dell’art. 600 c.p.c. con l’art. 181 disp. Att. c.p.c. in base ai quali il giudice dell’esecuzione, laddove non ritenga possibile procedere alla separazione in natura della quota spettante al debitore, se presenti tutti i comproprietari, può instaurare direttamente il giudizio di divisione, o fissare una nuova udienza di comparizione, assegnando alla parte più diligente un termine per l’integrazione del contraddittorio nei confronti dei litisconsorti necessari non presenti (art. 1113 c.c.) mediante notificazione dell’ordinanza che dispone la divisione.

Il giudizio di divisione così instaurato assume, quindi, le caratteristiche di un giudizio ordinario di cognizione che si inserisce in una fase incidentale del procedimento esecutivo, ma pur sempre autonomo rispetto allo stesso, nonostante si svolga innanzi al medesimo giudice dell’esecuzione.

Cass., Sez. III Civ., 20 Agosto 2018, n. 20817

Sara Raimondi – s.raimondi@lascalaw.com

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