Genericità delle contestazioni: inammissibile la richiesta di CTU

Nell’ambito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, promosso da un correntista nei confronti di un istituto di credito, il Tribunale romano ha avuto modo di rammentare come sia onere del debitore, che eccepisca la nullità delle clausole relative alla determinazione degli interessi, dimostrare se ed in quale misura tali interessi indebiti siano stati computati. Poiché una contestazione generica non ha alcun valore, deve essere rigettata la richiesta di consulenza tecnica d’ufficio e, di conseguenza, devono essere altresì respinte tutte le doglianze di parte opponente, con conseguente conferma del titolo opposto.

Infatti, “La totale genericità delle contestazioni di parte opponente, meramente enunciate senza alcuna indicazione specifica riferita allo svolgimento dei rapporti bancari e senza alcuna produzione di calcolo alternativo contenente i criteri ritenuti corretti, porta a confermare il rigetto della generica richiesta di consulenza tecnica contabile di ufficio finalizzata ad accertare eventuali interessi non corretti e rideterminare il saldo dei rapporti. (…) la richiesta di consulenza contabile d’ufficio non può limitarsi alla generica doglianza ma deve indicare, in modo specifico, quali voci passive siano contestate, per quali ragioni e con riferimento a quali periodi, eventualmente anche fornendo un proprio ricalcolo dei rapporti con applicazione degli interessi e delle altre voci ritenute corrette. Infatti l’individuazione di simili criteri è conseguenza di precise scelte giuridiche e dell’applicazione della normativa, per cui è scelta che non può essere demandata al ctu, che fornisce le necessarie cognizioni tecniche per verificare le conseguenze dell’applicazione di determinate condizioni al rapporto, ma che non può decidere la questione, prettamente giuridica, di quali criteri siano applicabili al rapporto, secondo le previsioni dello specifico contratto e la normativa del settore. La consulenza tecnica d’ufficio, quale mezzo di valutazione degli elementi di prova acquisiti, deve avere ad oggetto accertamenti per quanto possibile specifici, dato che un quesito eccessivamente generico costituirebbe pur sempre un’indagine meramente esplorativa, in questo modo finalizzata a cercare elementi, fatti o circostanze non provati, quindi inammissibile (in questo senso, tra le tante, Cass. 12.2.2008 n.3374; Cass.4.11.2005 n.26083; Cass. 30.11.2002 n.17555). Nel caso gli opponenti hanno del tutto omesso di fornire adeguata specificazione delle censure rivolte alle modalità di gestione del conto corrente e la richiesta di ctu deve ritenersi meramente esplorativa, finalizzata non tanto a verificare le contestazioni dei debitori con applicazione delle conoscenze tecniche specialistiche del consulente, bensì piuttosto a cercare elementi di prova non effettivamente prospettati dalla parte istante”.

Tribunale Roma, 16 novembre 2016, n. 21490

Simona Daminelli s.daminelli@lascalaw.com

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