Il futuro del copyright nel caso Paul McCartney vs. Sony

La difficile tensione tra contratto UK e legge USA.

Paul McCartney, facendo tesoro della sconfitta giudiziaria dei Duran Duran in Inghilterra, sfida Sony sul terreno statunitense per riottenere i diritti patrimoniali d’autore su molti suoi brani composti da solista e con John Lennon.

La Section 304(c) del Copyright Act del 1976 (Titolo 17 del Codice degli Stati Uniti) consente agli autori, indipendentemente da ogni accordo contrario assunto in precedenza, di riottenere la titolarità esclusiva dei diritti patrimoniali sulle proprie opere formulando tale richiesta al detentore dei diritti, sempreché tale richiesta sia formulata in una finestra temporale di cinque anni che va dal 56° al 61° anno dopo la registrazione del copyright (negli Stati Unite il copyright si costituisce con un atto formale di registrazione).

Tale norma, è stata ufficialmente disposta per distribuire, nelle intenzioni del Congresso, i benefici dovuti all’estensione del copyright (nel 1976 è stato portato da 28+28 a 75 anni e poi, nel 1998, è stato portato a 95) tra editori/produttori e artisti.

Sony (più precisamente Sony/ATV Music Publishing LLC e Sony/ATV Tunes LLC) ha acquistato i diritti di tanti artisti (tra cui quelli di McCartney) sottoponendo i relativi contratti alla legge Inglese e non inserendo alcuna specifica clausola per regolare l’eventuale reclamo di copyright in USA in forza della normativa sopra richiamata (i contratti furono firmati prima della riforma del 1975).

Come accennato, i primi a fare i conti con i questo curioso contrasto tra contratti inglesi e legge statunitense, sono stati i Duran Duran che, reclamati i diritti in USA, sono stati citati in giudizio dalla Sony innanzi ad una corte inglese per breach of contract. Ebbene, lo scorso dicembre il giudice ha ritenuto con opinion che l’esercizio del «right of termination» ex Section 304(c) del Copyright Act costituisce una violazione del contratto Sony.

La Corte inglese è in realtà giunta alla sua conclusione sulla base di un difetto probatorio: ha rilevato infatti che la difesa dei Duran Duran non ha prodotto in giudizio alcuna prova sul funzionamento della Section 304(c) del Copyright Act (prova che avrebbe potuto produrre a mezzo di apposito parere legale di giurista esperto), e in particolare non ha dimostrato che l’esercizio del corrispondente diritto (la richiesta di riassegnazione del copyright in capo alla band) è inconciliabile con un richiesta danni per responsabilità contrattuale. Sembra, insomma che, se anche i Duran Duran potranno legittimamente rientrare in possesso dei loro diritti sul territorio degli Stati Uniti, non potranno sottrarsi ad una altrettanto legittima richiesta danni da parte della Sony.

Occorre aggiungere, che il giudice inglese ha evidentemente una portata limitata alla sua giurisdizione e non è escluso che i Duran Duran, in considerazione delle eventuali penali dovute alla Sony, non riprovino ad appropriarsi dei diritti sui loro brani rivolgendosi ad una corte statunitense.

Proprio alla luce dell’esperienza dei suoi più giovani colleghi, Paul MacCartney, ha adito un giudice negli Stati Uniti per chiedere che si pronunci in via preventiva in ordine all’esercizio del right of termination disposto dalla Section 304(c).

La vicenda è senz’altro destinata ad avere una portata assai ampia in quanto, da ora in poi, molti altri autori si troveranno nella finestra temporale disposta dal Copyright Act e presumibilmente avanzeranno pretese per reclamare i loro diritti. Sarà interessante vedere come saranno risolte queste dispute dove, rispetto ad altri casi in cui la norma della legge americana è stata vittoriosamente invocata (vedi Siegel v. Warner Bros., 542 F. Supp. 2d 1098, 1145 – C.D. Cal. 2008, a proposito dei diritti sul personaggio di Superman; e ancora, Marvel v. Kirby, 777 F. Supp. 2d 720  – S.D.N.Y. 2011, a proposito dei diritti su The Incredible Hulk e X-Men), l’interprete dovrà sciogliere il nodo dell’applicabilità della norma statunitense nell’ambito di rapporti contrattuali regolati da legge straniera.

Complaint for Declaratory Judgment- Case  no. 17cv363 (leggi il ricorso)

Francesco Rampone – f.rampone@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

La Data Stampa S.r.l. e l’Eco della Stampa S.p.A. nel 2013 hanno citato in giudizio la FIEG (Feder...

Diritto d'autore

Si è concluso il secondo round tra Mogol e gli eredi Battisti. Il primo (Trib. Milano n. 9232/16) h...

Diritto d'autore

In un precedente contributo su questa rivista abbiamo criticato la scelta della RAI di pagare al con...

Diritto d'autore