Up front o recurring nelle operazioni di CQS: la risposta è nella normativa comunitaria

Nel caso di specie, il contratto è stato stipulato in data 06.11.2002 concluso in epoca antecedente rispetto all’invocato art. 125 sexies T.U.B., ma anche definito e risolto anticipatamente rispetto alla data di entrata in vigore della normativa più favorevole, per cui deve escludersi la legittimità della richiesta di restituzione delle commissioni di amministrazione trattenute dall’istituto“.

Questa è la conclusione cui è pervenuto il Giudice di Pace di Salerno all’esito di un giudizio promosso nei confronti di una società finanziaria, per ottenere la restituzione delle commissioni versate al momento della stipula del contratto, e mai restituite al consumatore in seguito all’estinzione anticipata del contratto di cessione del quinto.

E ciò per la seguente motivazione: “va rilevato che l’art. 30 della Direttiva 2008/48/CE a cui il D.Lgs n, 141/10 ha dato spontanea attuazione, al primo comma testualmente recitava: “La presente direttiva non si applica ai contratti di credito in corso alla data di entrata in vigore delle misure nazionali di attuazione“.

Dunque, la risposta è sempre stata nella normativa comunitaria.

Invero, se è proprio la Direttiva 2008/48/CE, a cui il D.Lgs n, 141/10 ha dato spontanea attuazione, a prevedere che “la presente direttiva non si applica ai contratti di credito in corso alla data di entrata in vigore delle misure nazionali di attuazione“, l’unica conclusione possibile è che ai contratti di cessione del quinto estinti anticipatamente all’entrata in vigore dell’art. 125 sexies TUB, dovrà applicarsi l’art. 125 TUB nella sua precedente formulazione, con la conseguenza che non sarà possibile restituire nessuna delle commissioni versate al momento della stipula del contratto, indipendentemente dal fatto che queste siano ritenute up front o recurring.

E ciò, conclude il Giudice adito, è ancor più vero se si considera che “le clausole contrattuali di cui al contratto stipulato dalle parti in data 06.11.2002 non possono essere considerate vessatorie in quanto le stesse erano conformi alle normative vigenti“.

Giudice di Pace di Salerno, 31 luglio 2017, n. 4150 (leggi la sentenza)

Francesco Concio – f.concio@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

È questa la conclusione raggiunta dal Giudice di Pace di Sant'Anastasia in un giudizio di risarcime...

Credito Al Consumo

È quanto affermato, tra le altre cose, dal Tribunale di Lecce in una recente ordinanza di concessio...

Credito Al Consumo

"La circostanza della non predeterminazione della settimana di godimento dell’appartamento non è ...

Credito Al Consumo