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Fca, gli Usa pronti all’azione legale sulle emissioni diesel

Il diesel tiene sotto schiaffo Fca, messa in discussione sia in Europa che in America. Nel mirino delle Agenzie di controllo ambientali ci sono le emissioni dei motori 3.0 diesel di alcuni modelli della casa automobilistica. Se Bruxelles minaccia una procedura d’infrazione contro il governo italiano che non avrebbe effettuato i controlli sulla 500X, un attacco diretto potrebbe arrivare dagli Usa. Il Dipartimento di giustizia americano, secondo indiscrezioni riportare da
Bloomberg
sarebbe pronto ad aprire un’azione legale contro Fca già entro la settimana, per violazione delle normative. E il titolo, come da copione crolla in Borsa a Milano, arrivando a perdere in due giorni il 7,6%.
E se le cose andassero male la multinazionale guidata da Sergio Marchionne potrebbe trovarsi a dover pagare multe salate negli Usa (fino a 4,6 miliardi di dollari, 44.536 dollari per ogni veicolo). Ma per Fiat Chrysler ci sarebbe anche una perdita di prestigio, che finirebbe per danneggiarne le vendite. Fin da gennaio Fca era nel mirino dell’Epa, l’Agenzia ambientale Usa, che l’aveva chiamata in causa accusandola di aver violato le norme sul Clean Act. Su 104mila modelli fabbricati tra il 2014 e il 2016 avrebbe installato un software di gestione delle emissioni senza comunicarlo. Da allora Fca sta negoziando con gli americani per sostenere la sua tesi, che è di assoluta innocenza. «Possiamo aver fatto degli errori – aveva dichiarato Marchionne in una conference call appena un mese fa – ma non abbiamo mai provato a violare le regole». Ma c’è di più. Un giudice federale californiano ha già fissato un’audizione per il 24 maggio su una serie di cause avviate da possessori dei veicoli sotto accusa. E l’ipotesi è che il Dipartimento della giustizia voglia agire d’anticipo, anche se i due procedimenti sarebbero comunque separati. I negoziati tra Fca e gli americani sono ancora in corso, ma il tempo stringe e alcuni operatori, che richiedono l’anonimato, raccontano che Fiat Chrysler non sarebbe riuscita a convincere i suoi accusatori della sua innocenza. Così come non è riuscita ancora a ottenere dall’Epa la certificazione per due nuovi modelli, sempre diesel, che chiede da tempo. «La grande diffenza tra Fiat Chrysler e la Volkwagen è l’ammissione della colpa – ha dichiarato Richard Hilgert, analista di auto di Morningstar – perché la seconda ha ammesso di aver installato un dispositivo illegale». Bocche cucite sia all’Epa che al Dipartimento della Giustizia Usa. Dal quartier generale Fca in Usa è uscita una mail in cui si spiega che sono in corso «discussioni attive» con la divisione risorse ambientali e naturali del Dipartimento di giustizia.
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