Evizione del bene aggiudicato: quando il creditore procedente è tenuto al risarcimento dei danni

Con la sentenza in commento, la Sezione II della Corte di Cassazione si è trovata a decidere su di una quaestio giuridica piuttosto complessa, affermando che il creditore procedente è tenuto al risarcimento dei danni conseguenti all’evizione subita dall’aggiudicatario solo nel caso in cui abbia assoggettato a procedura esecutiva beni che non appartenevano al debitore.

Nel caso in esame, una società immobiliare si rendeva aggiudicataria di un terreno nell’ambito di una procedura esecutiva immobiliare. Successivamente, la stessa società conveniva in giudizio la creditrice procedente lamentando l’evizione del bene aggiudicato in quanto tale bene era stato nelle more oggetto di espropriazione per pubblico interesse. Di conseguenza, chiedeva la restituzione del prezzo pagato, la rifusione delle spese sostenute nel corso della procedura esecutiva ed il risarcimento del danno sofferto.

Il Tribunale, accogliendo la domanda, condannava la creditrice procedente alla restituzione della somma del prezzo pagato per l’acquisto, al rimborso delle spese sostenute ed al risarcimento del danno quantificato in euro 320.825,77. La sentenza veniva impugnata e la Corte d’Appello, in riforma della predetta pronuncia, condannava la società immobiliare aggiudicataria alla restituzione di quanto ad essa corrisposto.

La società immobiliare aggiudicataria, pertanto, ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che il danno di cui era stato richiesto il risarcimento integrava un danno emergente, consistente nel pregiudizio subito per effetto della sottrazione del terreno di cui si era resa aggiudicataria. Inoltre, la ricorrente ha anche evidenziato la sussistenza di elementi atti a configurare la certezza di un danno rappresentato dalla perdita della possibilità di sfruttare la natura edificatoria dell’area.

La Corte, investita della questione, ha espressamente ritenuto applicabile la disciplina di cui all’art. 1483 c.c. in forza del quale il venditore, in caso di evizione totale, deve risarcire al compratore il danno costituito dalla restituzione del prezzo, dal rimborso delle spese della vendita e dai frutti. Qualora il venditore dovesse aver agito con dolo o colpa, è obbligato al risarcimento integrale del danno, comprensivo anche del lucro cessante.

Nel caso in esame, secondo la Corte, che ha rigettato il ricorso proposto, non può ritenersi sussistente un danno ingiusto derivante dall’incauta condotta del creditore procedente.

In conseguenza di quanto sopra, dunque, la Corte di Cassazione ha affermato che il fondamento della obbligazione risarcitoria sancita dall’art. 2921 c.c. risiede nel potere di scelta che l’ordinamento conferisce al creditore procedente di individuare beni da sottoporre ad esecuzione forzata e nella responsabilità che egli assume assoggettando beni che non appartengono al debitore.

Cass., Sez. II, 17 novembre 2016, n. 23407

Mirko La Caram.lacara@lascalaw.com

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