Esenzioni dalle sanzioni economiche applicate dalla CSEA

Il Tribunale di Verona, in composizione Collegiale, è recentemente intervenuto sul tema delle penali previste dai Testi Integrati Morosità Gas e Vendita Gas, applicate dalla Cassa per i Servizi Energetici ed Ambientali (CSEA) e comminate alle imprese di distribuzione del Gas per la permanenza nel regime di default degli utenti morosi a causa della mancata disalimentazione forzata dei PDR a questi ultimi intestati.

Con la pronuncia in esame il Collegio ha ritenuto che le sanzioni economiche previste dai Testi Regolamentari debbano essere applicate solamente nei casi in cui le società di distribuzione, pur trovandosi nelle condizioni di poter avviare correttamente l’iter giudiziario per la disalimentazione, non vi abbiano provveduto.

Viceversa, nei casi in cui sia evidente il mancato rispetto della normativa da parte della società esercente la vendita (tenuta a fornire corredo documentale idoneo a supportare la domanda giudiziale) la mancata disalimentazione del PDR non potrà essere ascrivibile al distributore, con la conseguente esenzione di quest’ultimo dal sistema sanzionatorio.

Il tema è molto sentito dalle imprese di distribuzione che, già un anno fa e con l’ausilio di ANIGAS (associazione che rappresenta le maggiori imprese operanti nel settore), sviluppavano le proprie osservazioni al Documento per la Consultazione 71/2016/R/GAS, con il quale l’Autorità illustrava i suoi orientamenti per la definizione dell’iter volto alla valutazione delle istanze di esonero totale o parziale dal pagamento delle Penali di cui all’art. 43 TIVG per la mancata disalimentazione dei PDR serviti in default.

Il documento identificava alcune ipotesi pratiche, concretizzatesi nel corso delle prime iniziative giudiziarie instaurate, nelle quali le distributrici riconoscevano la necessità di esonero dal pagamento delle penali poiché la permanenza dell’utente nel servizio di default non poteva essere ricondotta ad una negligenza del distributore. Una delle casistiche individuate riguardava nello specifico le iniziative giudiziarie conclusesi con esito sfavorevole a causa della mancata produzione, in corso di causa, di documenti ritenuti essenziali e la cui formazione sarebbe stata di esclusiva spettanza del venditore.  In tal caso, chiedevano un esonero totale dalle sanzioni.

In casi analoghi, infatti, il distributore si troverebbe nella posizione di dover scegliere se subire il pagamento delle penali o instaurare un procedimento nonostante l’assenza di documenti potenzialmente essenziali. Il testo dell’attuale sistema regolatorio sembrerebbe paradossalmente propendere per quest’ultima soluzione; al contrario, nelle sue osservazioni, ANIGAS sottolineava come il rispetto di regole di diligenza dovrebbe imporre l’avvio delle iniziative giudiziarie solo dopo aver acquisito tutta la documentazione che possa ragionevolmente consentire di ottenere una pronuncia favorevole.

Ad oggi, sebbene sia trascorso oltre un anno, l’Autorità non ha ancora preso una posizione in merito, ma auspichiamo che questa pronuncia possa indurla ad esprimersi chiaramente sul punto, identificando con maggiore precisione i perimetri di applicazione delle penali di cui all’art. 43 TIMG.

Tribunale di Verona, 6 marzo 2017 (leggi la pronuncia)

Marco Contini – m.contini@lascalaw.com

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