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Ema, anche la Lombardia fa ricorso

La Lombardia scende in campo per rafforzare il ricorso presentato dal Comune di Milano al Tribunale europeo, con cui si chiede di sospendere la decisione sul trasferimento dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) da Londra ad Amsterdam. Regione Lombardia, Camera di Commercio, Assolombarda, Confcommercio e sistema delle Università hanno infatti deciso di intervenire nel procedimento “ad aiuvandum”, cioè a sostegno dell’iniziativa di Palazzo Marino.
Oggi, poi, dovrebbero partire anche le due istanze del Comune di Milano alle istituzioni Ue. La prima è l’istanza di accesso agli atti che sarà presentata nelle prossime ore alla Commissione europea e al Consiglio. La seconda è la petizione al Parlamento europeo. Duplici gli obiettivi: «Con l’istanza – ha spiegato Francesco Sciaudone, l’avvocato dello studio Grimaldi che segue il ricorso del Comune – si mira ad analizzare il dossier con le modalità di offerta, alla luce dei cambiamenti che si sono succeduti. Con la petizione a consentire che gli europarlamentari possano verificare cosa Commissione e Consiglio effettivamente hanno fatto per assicurarsi che la partita si giocasse secondo le regole».
Secondo le parti, gli Stati Ue, il 20 novembre scorso, hanno votato per l’assegnazione della nuova sede di Ema sulla base di condizioni di offerta che, a distanza di 2 mesi, non sono più valide e che sono state successivo oggetto di negoziato tra Commissione Ue e la stessa Ema. E se sulla sospensiva – ironia della sorte – dovrebbe intervenire il vice presidente del Tribunale europeo, giudice di nazionalità olandese, sul ricorso del governo italiano alla Corte Ue avrebbe potuto intervenire un giudice italiano (anche in quel caso il vice presidente) se la causa avesse previsto, anch’essa, una richiesta di sospensiva. Ma così non è. Tuttavia, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha rinnovato comunque la necessità di un pressing politico sulla questione da parte del primo ministro, Paolo Gentiloni.
Nelle pagine secretate del dossier di Amsterdam (il cosiddetto “Annex 1” che Il Sole 24 Ore ha anticipato lo scorso 8 febbraio) viene specificato che i lavori per il completamento della sede temporanea possono avere inizio a novembre 2018, se non prima. I due edifici temporanei proposti in quelle pagine del dossier – Tripolis e Infinity Business Center – vengono valutati positivamente per la loro prossimità rispetto alla futura sede permanente. Tuttavia, non sono lo Spark building, quello poi successivamente emerso come sede temporanea.
Infine, non risulta ancora pubblicato il bando per la selezione della società addetta ai lavori di allestimento della sede provvisoria. Ufficiosamente, si dice che verranno pubblicati in estate, con il legittimo dubbio che non sia possibile farli partire a novembre.
Ieri pomeriggio il commissario Ue alla salute Vytenis Andriukaitis ha incontrato a Londra il direttore esecutivo dell’Ema Guido Rasi e l’alto management per fare il punto sulla preparazione delle sedi per il trasferimento. Un altro dei temi che si dovranno affrontare è quello de i costi del trasferimento della sede da Londra .

Laura Cavestri

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