Diversità tra dispensa dalla collazione e dispensa dall’imputazione

La dispensa dalla collazione, oltre ad operare a carico di solo alcune categorie di eredi e soltanto tra i medesimi, ha la specifica funzione di esonerare il donatario dal conferimento del donatum.

Questo, in estrema sintesi, quanto affermato di recente dalla Suprema Corte di Cassazione.

Nella recente sentenza, depositata il 30 maggio scorso, si sottolinea, quindi, che in forza di tale istituto la successione si svolge tra gli eredi e la determinazione delle quote si attua come se la donazione non fosse stata fatta e come se il bene che ne fu oggetto non fosse uscito dal patrimonio a titolo liberale.

Diverso discorso vale invece per la dispensa dall’imputazione, che non solo, a differenza della prima, è destinata ad operare anche nei confronti di altri legittimari, ma che soprattutto, ha la specifica funzione di spostare il limite che la legittima rappresenta per i poteri di disposizione del de cuius.

Distinti, dunque, per le loro caratteristiche, le loro finalità ed i loro effetti, ne consegue che la dispensa dalla collazione, in se e per sé, non esonera il legittimario dall’imputazione della liberalità alla sua porzione di legittima, necessitandosi infatti, per avere anche la dispensa dall’imputazione, un’apposita e specifica manifestazione di volontà, diversa, ulteriore e quindi distinta dalla dispensa a collazione.

Cass., Sez. II Civile, 30 maggio 2017, n. 13660 (leggi la sentenza)

Benedetta Minottib.minotti@lascalaw.com

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