Distribuzione del gas e morosità degli utenti finali: nuove regole per l’applicazione delle penali

L’Autorità per l’Energia Elettrica, Settore Idrico e Gas (AAEGSI) ha finalmente preso una posizione rispetto al tema della valutazione delle istanze presentate dalle imprese di distribuzione finalizzate al versamento parziale, o all’esonero, delle penali inflitte dalla Cassa Servizi Energetici e Ambientali (CSEA) per la mancata disalimentazione fisica dei PDR, forniti in servizio di default sulla rete di distribuzione.

Con la Delibera 513/2017/R/gas, del 6 luglio 2017 viene infatti definita la disciplina per la valutazione delle richieste di esonero con la conseguente possibilità di riduzione degli importi che i distributori sono tenuti a pagare – in ossequio a quanto disposto nel TIMG – alla suddetta CSEA.

Per comprendere la portata della suddetta delibera, è opportuno fare un breve passo indietro per avere una sintetica panoramica delle principali tappe toccate dal dibattito sul punto.

Con la Delibera 70/2016/R/gas l’Autorità ha avviato un confronto per la definizione di criteri e modalità attraverso le quali valutare le istanze presentate dalle imprese di distribuzione per ottenere l’esonero o lo “sconto” dal pagamento delle penali dovute in conseguenza della mancata disalimentazione fisica dei PDR intestati ad utenti morosi. Tale procedimento nasceva per rispondere alle difficoltà pratiche incontrate dalle imprese di distribuzione nei procedimenti instaurati per ottenere la disalimentazione fisica dei PDR. L’Autorità ha poi pubblicato il Documento di consultazione (DCO 71/2016/R/gas) al quale hanno risposto – svolgendo le loro osservazioni – imprese e associazioni operanti nel settore.

Successivamente ai contributi pervenuti, arrivava dall’Autorità un primo segnale di favore nei confronti delle distributrici. Con la delibera 465/2016/R/Gas venivano inseriti, nella complessa normativa di settore, “elementi di dettaglio e di flessibilità volti a ridurre l’onerosità per il sistema che deriverebbe da una applicazione troppo rigorosa della disciplina”. Venivano previsti oneri di produzione documentale in capo alle Società di vendita (senza tuttavia prevedere sanzioni per il mancato ottemperamento) e circoscritto il numero di PDR in default (e non disalimentati) idonei a essere assoggettati al regime sanzionatorio attraverso l’identificazione di un parametro legato al consumo medio rilevato nell’ultimo anno solare.

Poste le opportune brevi premesse si può ora osservare quali siano le altre novità introdotte dalla recentissima Delibera 513/2017/R/gas. In particolare, segnaliamo:

  • il termine di sei mesi, previsto nuovo articolo 17.3 TIMG, entro il quale la disalimentazione fisica del PDR deve essere portata è termine, è sospeso “qualora l’impresa di distribuzione intraprenda iniziative giudiziarie per ottenere l’esecuzione forzata della disalimentazione fisica”;
  • per poter beneficiare delle facoltà di esonero parziale o totale circa il versamento delle penali alla CSEA “l’impresa di distribuzione presenta [a quest’ultima] apposita istanza” motivando le ragioni della richiesta di sospensione (e prevedendo, al contempo, gli adempimenti minimi che devono essere stati posti in essere da parte del distributore). Qualora le stesse dovessero corrispondere ad uno dei cinque criteri di valutazione tipizzati dalla Delibera nell’allegata Appendice, l’istanza si considera automaticamente approvata, relegando le valutazioni di ammissibilità della richiesta alle sole fattispecie “aticipiche”;
  • le imprese di distribuzione sono gravate di un nuovo onere rappresentato dalla conservazione “per un periodo di almeno 5 anni”, della documentazione comprovante il rispetto dei criteri definiti dall’Autorità nell’Appendice 1.

Interessate osservare anche la previsione di cui al nuovo art. 17.4 del TIMG, il quale sembrerebbe invitare le società di distribuzione a non desistere dopo il “fallimento” di un’iniziativa giudiziaria. Il condizionale, tuttavia, è d’obbligo: difatti non sembrerebbe sussistere un vero e proprio onere a procedere in un secondo grado di giudizio, purtuttavia è espressamente previsto che “se l’impresa di distribuzione decide di impugnare la pronuncia o di esperire un nuovo rimedio giudiziario, il termine [di sei mesi, ndr] rimane sospeso fino alla data fissata dal secondo giudice per l’accesso ai locali”.

Nonostante la portata innovativa delle predette integrazioni al TIMG e TIVG, restano tuttavia senza risposta alcune problematiche rilevate dai distributori già da parecchio tempo.

In primo luogo, non vengono prese in considerazione le motivazioni sottese al rigetto della domanda da parte dell’autorità giudiziaria che – ad esempio – potrebbe essere estrinseco alla sfera di controllo/comportamento della distributrice. Sul punto sarebbe forse stato, osiamo dire, doveroso prevedere un doppio canale sanzionatorio idoneo a distinguere le responsabilità imputabili ai distributori (che, è bene ricordarlo, sono soggetti estranei al rapporto tra cliente finale moroso e società di vendita creditrici) da quelle ascrivibili in capo alle società venditrici (parti contrattuali con il cliente finale e, per ciò stesso, tenute a fornire la maggior parte della documentazione utile alla proposizione delle iniziative giudiziarie cfr. Art. 13.7 TIMG) ancora una volta immuni da ogni sanzione.

In secondo luogo, il nuovo articolo 17.5 lascia comunque all’Autorità il potere di verificare autonomamente ogni singola fattispecie ed escludere l’applicazione del disposto di cui al precedente art. 17.4 quando ravvisa nel comportamento dell’impresa di distribuzione una condotta negligente e tale da rendere impossibile la disalimentazione del PDR entro il termine previsto.

Concludendo, la delibera 513/2017/R/gas è ben lungi dall’essere la soluzione a tutte le problematiche che quotidianamente vengono riscontrate dalle distributrici rappresenta un, seppur lieve, alleggerimento delle ingenti responsabilità di cui le distributrici sono state – forse eccessivamente – gravate.

Marco Contini – m.contini@lascalaw.com

Davide Gavazzeni – d.gavazzeni@lascalaw.com

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