Debitore in concordato? I limiti delle azioni esecutive

Il patrimonio del debitore può essere assoggettato ad esecuzione forzata per i crediti maturati successivamente all’omologazione del concordato preventivo.

Il Tribunale di Bari, con decreto del 18.07.2017, ha stabilito che il divieto previsto a pena di nullità per i creditori – per titolo o causa anteriore alla data in cui il decreto di omologazione del concordato è divenuto definitivo – di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore ex art. 168 L.F. non può estendersi anche ai crediti maturati successivamente al provvedimento che ha definitivamente omologato il concordato preventivo.

Il Tribunale ha sottolineato che lo stesso art. 184 L.F. prescrive che il concordato omologato è obbligatorio per tutti i creditori anteriori alla pubblicazione nel registro delle imprese del ricorso di cui all’art. 161.

Nel caso di specie veniva presentato atto di pignoramento, il quale a sua volta veniva opposto. Il credito azionato dall’opposto, costituito da competenze legali, era stato maturato solo a seguito della pubblicazione di una sentenza emanata successivamente alla definitività del decreto di omologazione del concordato preventivo.

Il Tribunale di Bari ha ritenuto che il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore ex art. 168 L.F. non potesse estendersi anche all’azione esecutiva oggetto di opposizione, in quanto altrimenti si sarebbe disatteso il limite temporale, dell’anteriorità del titolo o della causa rispetto al provvedimento definitivo di omologa del concordato preventivo, previsto dal legislatore agli artt. 168 L.F. e 184 L.F.

Tribunale di Bari, decreto del 18 luglio 2017 (leggi il decreto)

Ilaria Termine – i.termine@lascalaw.com

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