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Dall’Europa altri 1,6 mld

Fondi europei supplementari per le imprese, l’innovazione e l’occupazione giovanile in Italia. La Commissione europea ha assegnando al Belpaese risorse aggiuntive per oltre 1,6 miliardi di euro. In particolare, sono stati assegnati 665,2 milioni di euro a sostegno del tessuto produttivo imprenditoriale, 560 milioni di euro per l’occupazione giovanile, 220 milioni di euro per l’accoglienza dei migranti ed, infine, 200 milioni di euro alle regioni colpite dagli eventi sismici 2016 e 2017. Con una decisione dell’otto febbraio – la C(2018) 598 – la Commissione europea ha approvato l’accordo di partenariato 2014/2020, a seguito dell’adeguamento tecnico del quadro finanziario del settennato europeo, attribuendo all’Italia ulteriori risorse per 1.645,2 milioni di euro. L’accordo partenariato, va ricordato, è stato inizialmente approvato dalla Commissione Ue il 29 ottobre 2014; poi, è stato modificato l’8 febbraio 2018, a seguito della programmazione delle risorse attribuite all’Italia, così come previsto dall’art. 92, paragrafo 3 del regolamento Ue n. 1303/2013. Quindi, le nuove risorse vanno ad incrementare il fondo europeo per lo sviluppo regionale e il fondo sociale europeo. Ma la revisione dell’accordo di partenariato ha visto anche un ulteriore incremento di risorse Ue, destinate allo sviluppo e agli investimenti; risorse derivanti dal rifinanziamento specifico dell’Iniziativa occupazione giovani (Iog), per 343 milioni di euro, e da risorse destinate ai programmi del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) per 14,7 milioni di euro.

Incentivi per imprese del Sud. Dei 665,2 milioni di euro stanziati dall’Ue per il rilancio del sistema imprenditoriale italiano, 220 milioni di euro sono finalizzati alla promozione dei processi di riposizionamento competitivo del sistema produttivo meridionale. Facilitando un processo già in corso; ovvero il rafforzamento di società e settori in grado di produrre, con metodi sostenibili, e di tenere testa alla concorrenza internazionale, e a valorizzare potenzialità inespresse del tessuto produttivo esistente.

Così, l’asse di finanziamento è composto da diverse azioni, che comprendono:

– interventi inquadrabili nel contesto di una più ampia strategia di sviluppo e innovazione, al fine di apportare un maggiore valore aggiunto sistemico, come quelli relativi alle aree di crisi e ai settori in transizione, all’attrazione di investimenti e all’internazionalizzazione;

– interventi a operatività e impatto immediati, che insistono su fattori rilevanti per la competitività delle imprese e mitigano gli effetti distorsivi dell’attuale ciclo economico;

– interventi sui lavoratori e sulle imprese con potenzialità di mercato.

Per raggiungere questi obiettivi, il partenariato indica azioni e interventi mirati a invertire il marcato processo di disinvestimento e contrazione del processo di accumulazione del capitale, che ha coinvolto negli ultimi anni le imprese, in particolare manifatturiere, del Mezzogiorno. In particolare si tratta di misure di: accesso al credito e al mercato dei capitali, adeguamento tecnologico, creazione di impresa, digitalizzazione dei processi produttivi e internazionalizzazione.

Strategia nazionale di specializzazione intelligente (Snsi). A riguardo sono stati assegnati dall’Ue 445,2 milioni di euro. La strategia individua priorità di investimento di lungo periodo, condivise con regioni e principali stakeholder. E punta ad assicurare complementarietà tra le azioni disposte a livello centrale e le azioni decise a livello territoriale, per ridurre i rischi di duplicazione o sovrapposizione. Anche qui, l’obiettivo è creare nuove catene del valore; queste, partendo dalla ricerca e sviluppo, dovranno approdare alla generazione di prodotti e servizi innovativi e allo sviluppo di tecnologie abilitanti.

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