Il creditore non ammesso al voto reclama l’omologa? Si alla prova di resistenza

L’esclusione dal diritto di voto di un creditore non comporta di per sé stessa l’invalidità della deliberazione di approvazione della proposta adotta senza che il creditore abbia espresso il suo voto, se escluso un tale credito, residui una somma di consensi necessaria per la validità della decisione calcolata sugli effettivi aventi diritti al voto.

La Corte di Cassazione, con sentenza del 21 febbraio 2018 n. 419 partendo dal disposto di cui all’art. 176, II comma, della legge fallimentare, secondo il quale “i creditori esclusi possono opporsi alla esclusione in sede di omologazione del concordato nel caso in cui la loro ammissione avrebbe avuto influenza sulla formazione delle maggioranze”, ha chiarito il carattere determinante di tali creditori ai fini dell’ammissione/revoca della proposta di concordato.

Nel caso di specie, la società in concordato aveva riconosciuto il credito di una Banca soltanto in parte ed in via chirografaria. In seguito all’omologazione del concordato, l’istituto di credito lamentando la non corretta considerazione del proprio credito, in parte in via ipotecaria ed in parte in via chirografaria proponeva reclamo ai sensi dell’art. 183, I comma l.f. La Corte d’appello territorialmente competente invocata revocava, quindi, l’omologazione della proposta concordataria poiché fondata su maggioranze computate secondo un criterio non conforme a quello corretto.

Secondo i Giudicanti della Suprema Corte, la Corte d’Appello avrebbe, però, omesso di verificare se, facendo applicazione del principio della c.d. prova di resistenza del voto, le maggioranze deliberative sarebbero mutate o restate confermate, anche se con altro risultato numerico assoluto e percentuale.

La Corte di Cassazione applica, infatti, alla materia del concordato preventivo un principio di diritto già espresso dalla giurisprudenza di legittimità in merito alle deliberazioni assembleari di società secondo il quale l’annullamento della delibera assembleare di società a responsabilità limitata che sia stata adottata in presenza di un conflitto di interessi di un socio ex art. 2373 c.c. esige la concorrente sussistenza della causazione del danno alla società e, in via preliminare, del carattere determinante del voto espresso secondo la prova di resistenza; esclusa dal calcolo della maggioranza di voto deliberativo la quota riferita al predetto socio, se residua una maggioranza di consensi superiore alla metà di quella necessaria per la validità della decisione, da calcolarsi sugli aventi diritti al voto, va negato il carattere determinate del voto del socio in conflitto e pertanto non può accedersi ad una disamina degli altri vizi difettando ogni ulteriore interesse ad agire della parte che chiede l’annullamento.

Di tale principio è la stessa legge fallimentare a farne applicazione con l’articolo 176, II comma.

In sostanza, il concetto di influenza sulla formazione delle maggioranze richiama la prassi giurisprudenziale ed applicativa espressasi nel principio della c.d. prova di resistenza della deliberazione, con la conseguente rilevanza della decisività dei crediti ingiustamente esclusi dal voto solo se essi avrebbero potuto pesare in modo determinante sulla formazione della maggioranza deliberative.

Conseguentemente, deve essere negato il carattere determinante del voto del creditore che si opponga all’omologazione della proposta concordataria e che una volta respinta tale sua opposizione proponga reclamo ex art. 183, primo comma l.f. per la revoca della deliberazione già deliberata dal Tribunale.

Cass., 21 febbraio 2018 n. 419

Angelica Macchi – a.macchi@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Lo stato di insolvenza non richiede l’accertamento definitivo del credito e può ritenersi sussist...

Crisi e procedure concorsuali

La risposta arriva dalla Corte di Cassazione che, di recente, è stata chiamata a pronunciarsi sulla...

Crisi e procedure concorsuali

La banca, nei confronti degli organi della procedura, non può sottrarsi alla restituzione invocando...

Crisi e procedure concorsuali