CQS: l’efficacia delle clausole di irripetibilità delle somme in caso di estinzione anticipata

Nemmeno appare meritevole di accoglimento la richiesta di riconoscimento della vessatorietà delle clausole contrattuali, in ragione del fatto che esse erano conformi alle normative vigenti

Questa la decisione del Giudice di Pace di Nola, che con sentenza n. 4984, emessa in data 08.11.2016, ha rigettato la domanda formulata dall’attore per il rimborso degli importi c.d. recurring, stante l’estinzione anticipata di un contratto di finanziamento contro cessione del quinto dello stipendio.

La motivazione poggia sulla circostanza che il contratto di cessione del quinto era stato sottoscritto dal consumatore in epoca antecedente alla riforma del T.U.B., attuata con il D.Lgs. 141/2010.

Pertanto, il più recente art. 125 sexies T.U.B. non avrebbe potuto trovare applicazione, anche in ragione di quanto previsto dall’art. 11 delle preleggi (“la legge non dispone che per l’avvenire: essa non ha effetto retroattivo”).

Per questi motivi, il Giudice di Pace adito ha risolto la vicenda giudiziale sottoposta al suo esame in base alla disposizione normativa previgente, secondo cui “se il consumatore esercita la facoltà di adempimento anticipato, ha diritto a un’equa riduzione del costo complessivo del credito, secondo le modalità stabilite dal CICR” (cfr. art. 125 precedente formulazione T.U.B.).

E ciò, perfettamente in linea con quanto deciso qualche mese prima dal Giudice di Pace di Belluno: “Secondo l’attrice [… omississ…] avrebbe dovuto restituire gli interessi e tutti i costi dovuti per la vita restante del contratto e, per sostenere ciò, fa riferimento all’art. 125 sexies Testo Unico Bancario, norma introdotta con il D.L. n. 141/2010 ed entrata in vigore il 19.09.2010. Per il principio “tempus regit actum” la stessa non potrà, però, essere ritenuta applicabile al caso di specie (art. 11 Preleggi)…” (Giudice di Pace di Belluno, sentenza  n. 7713 del 02.04.2016).

La domanda restitutoria dell’attore è stata dunque respinta, poiché a fronte dell’intervenuto riconoscimento degli interessi scalari non maturati e delle commissioni di gestione – quale equa riduzione del costo complessivo del credito – la clausola di irripetibilità delle somme è stata ritenuta conforme alla normativa previgente.

Giudice di Pace di Nola, 8 novembre 2016, n. 4984

Francesco Conciof.concio@lascalaw.com

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