Contratti “monofirma”: validi per la Corte d’Appello di Milano

Recentissima è la sentenza della Corte d’Appello di Milano, che ha confermato la validità di un contratto bancario, pur in presenza della sola firma del cliente.

Questo l’esito di un giudizio, che ha visto il nostro Studio impegnato al fianco di un primario Istituto di credito, nel quale – fra i motivi di gravame – la correntista-appellante censurava la pronuncia di primo grado laddove la stessa non aveva accolto l’eccezione di nullità del contratto, per asserita mancanza di accettazione scritta delle proposte negoziali.

La tematica relativa alla validità del contratto c.d. “monofirma” è di grande attualità, soprattutto dopo le pronunce della Cassazione dello scorso anno (tra cui la n. 5919 del 24 marzo 2016 e la n. 8395 del 27 aprile 2016) con le quali si è registrata un’inversione di rotta rispetto ad una questione che, seppur molto dibattuta, sembrava definitivamente risolta dalla Corte di Cassazione con la ben nota sentenza n. 4564 del 22 marzo 2012.

Ebbene, la Corte d’Appello di Milano non ha avuto dubbi, di fatto disattendendo la più recente giurisprudenza.

In particolare la Corte ha chiarito che:“La motivazione della sentenza impugnata appare corretta e condivisibile, laddove si consideri che la normativa di settore (art. 117 TUB) prescrive certamente che i contratti bancari debbano essere redatti in forma scritta, a pena di nullità, ma nulla dice circa la presunta necessarietà che la sottoscrizione delle parti debba essere contenuta sul medesimo documento, ben potendo quindi esserlo anche in documenti separati – l’enfasi è della Corte […]”

Prosegue, poi, la prima Sezione Civile sottolineando che “Il motivo di appello, che sostanzialmente propugna la necessità di una sottoscrizione contestuale simultanea da entrambe le parti, risulta confliggere con i principi che regolano la stipulazione dei contratti, i quali, ancorché richiedenti la forma scritta, possono perfezionarsi tramite lo scambio di proposte accettazione ovvero mediante due documenti di identico contenuto, ma firmati separatamente […]”

Infine, come poc’anzi accennato, la Corte, implicitamente disattendendo le più recenti pronunce, ha dichiarato “ di aderire alla giurisprudenza della suprema Corte (cfr. sentenza numero 4564/ 12) secondo cui “premesso che, nei contratti per cui è richiesta la forma scritta ad substantiam non è necessaria la simultaneità delle sottoscrizioni dei contraenti, … la produzione in giudizio della scrittura da parte di chi non la sottoscritta … realizza un valido equipollente alla sottoscrizione mancante.”

La pronuncia in commento costituisce senza dubbio un precedente molto significativo nell’attuale panorama giurisprudenziale, nonostante sia necessario attendere le successive pronunce, anche della Suprema Corte, per capire quale sarà e se si consoliderà un orientamento sul tema.

Corte d’Appello di Milano, 28 marzo 2017, n. 1288 (leggi la sentenza)

Paola Maccarronep.maccarrone@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

"Allorché il tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario superi, nel corso dello svo...

Contratti Bancari

Con sentenza pubblicata in data 12/10/2017, il Tribunale di Milano, conformandosi al proprio graniti...

Contratti Bancari

Il correntista potrà godere della ripetizione solo delle rimesse per il cui versamento ha dato effe...

Contratti Bancari