Contestazione generica? Nessuna CTU  

Se la contestazione è formulata in termini vaghi e generici non è “degna di considerazione”, né l’onere della prova che incombe sulla parte può ritenersi superato mediante il ricorso ad una CTU.

Questo il percorso logico posto dal Tribunale di Napoli a base del provvedimento con cui ha rigettato l’opposizione a decreto ingiuntivo promossa dal cliente avverso la banca creditrice.

L’opponente ha lamentato la capitalizzazione degli interessi, chiedendo all’Organo Giudicante di disporre CTU contabile: tuttavia, il debitore si è limitato ad “una contestazione generica, senza nemmeno indicare, ad esempio, quale sarebbe la clausola contrattuale avente ad oggetto la previsione di una capitalizzazione degli interessi in contrasto col disposto di cui all’art. 1283 c.c.

Inoltre, la formulazione imprecisa della doglianza osta all’accoglimento della richiesta di perizia contabile: “Né la genericità della formulazione dei motivi di opposizione può essere colmata mediante la richiesta di una ctu contabile, posto che la stessa non può essere disposta al fine di esonerare la parte dal fornire la prova di quanto assume o, comunque, dal delineare motivi di contestazione precisi e dettagliati”.

L’Organo Giudicante prosegue la propria analisi affermando che: “la consulenza tecnica, infatti, non è mezzo istruttorio in senso proprio e spetta al giudice di merito stabilire se essa è necessaria od opportuna e la relativa valutazione, se adeguatamente motivata in relazione al punto di merito da decidere, non può essere sindacata in sede di legittimità. Legittimamente, dunque, non è disposta dal giudice se è richiesta per compiere un’indagine esplorativa sull’esistenza di circostanze, il cui onere di allegazione è invece a carico delle parti (così Cass. Civ., Sez. 21/07/2003, n.11317, cfr. da ultimo Cass. Civ., Sez. II, 11/01/2006, n. 212)”.

Ragion per cui, “l’applicazione della disposizione di cui all’art. 2697 c.c. – quale regola di giudizio per la quale la mancanza, in seno alle risultanze istruttorie, di elementi idonei all’accertamento della sussistenza dei fatti costitutivi dell’azione, cagiona la soccombenza della parte onerata della relativa dimostrazione- determina il rigetto della domanda”.

La formulazione della contestazione ha un ulteriore corollario: “La evidente natura dilatoria della proposta opposizione giustifica la condanna, d’ufficio, degli opponenti ai sensi dell’art. 96 co. 3 c.p.c.”.

Tribunale di Napoli Nord, 21 aprile 2017, n. 1075 (leggi la sentenza)

Pamela Balduccip.balducci@lascalaw.com

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