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Consob: un terzo dei cda è femminile

A giugno 2017 la presenza femminile aveva raggiunto un terzo del totale degli incarichi di amministratore (33,6%), quota obiettivo della legge 120 del 2011: è quanto emerge da un report della Consob sulla corporate governance delle società quotate, presentato durante un convegno a Milano. Le donne ricoprono la carica di amministratore delegato in 17 emittenti a bassa capitalizzazione, mentre presiedono l’organo amministrativo in 26 società di più elevata dimensione. Oltre due terzi delle donne sono consiglieri indipendenti; sempre più spesso, inoltre, sono nominate attraverso il voto di lista da azionisti di minoranza. Con specifico riferimento agli organi di controllo, le donne ricoprono il 37% degli incarichi. La ricomposizione per genere ha comportato una riduzione dell’età media dei consiglieri, un aumento del numero di laureati e la diversificazione dei profili professionali.

«I principi di corporate governance sono cruciali per il successo delle società quotate e, per essere correttamente perseguiti, necessitano di competenze trasversali e complementari all’interno dei consigli di amministrazione», ha commentato il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro. «La diversity può essere promossa assumendo personale con specifiche competenze o stringendo accordi con università e centri di ricerca». In Intesa Sanpaolo, ha aggiunto Gros-Pietro, «il 37% dei membri del cda, il 39% dei dirigenti e quadri e il 51% delle ultime promozioni interne sono espressione della componente femminile del nostro gruppo. Siamo l’unica azienda italiana inserita nel Bloomberg Gender Equality Index, comprendente le migliori 104 aziende del mondo».

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