Consob: onori e oneri della vigilanza

“Quasi mezzo secolo fa” veniva istituita la Consob, con delle funzioni che per la maggior parte richiamano e si sovrappongono a quelle odierne, di tutela del mercato e…dei risparmiatori.

Sotto la lente della Suprema Corte, nella decisione in esame, è posta l’analisi dei comportamenti che la Consob dovrebbe tenere per svolgere i propri compiti: l’omesso adempimento è fonte di responsabilità risarcitoria per i risparmiatori.

In termini assai “forti” il Collegio di legittimità afferma che “la Consob vagheggia [è] una ormai inesistente immunità dalla responsabilità aquiliana, sull’assunto che la propria missione avrebbe avuto di mira all’epoca la tutela dell’integrità dei mercati e non anche le posizioni soggettive dei singoli risparmiatori, sicché essa Consob per un verso non sarebbe stata tenuta, e per altro verso non avrebbe avuto gli strumenti utili ad impedire il verificarsi del danno lamentato dagli originari attori: tesi, questa, che avrebbe probabilmente potuto raccogliere consensi all’epoca dell’istituzione della Consob, ma la cui riproposizione, oggi, è svolta in manifesta violazione delle regulae iuris operanti nella materia, elaborate e ribadite da questa Corte e che costituiscono ormai ius receptum”.

L’ampio margine di discrezionalità connesso ai poteri di vigilanza portava a ritenere che le situazioni soggettive degli investitori non fossero classificabili al rango di diritto soggettivo, e venissero pertanto escluse dalla tutela risarcitoria; un primo vento di cambiamento è stato registrato nella seconda metà degli anni ’90 del secolo scorso, con alcune decisioni che hanno ammesso la condanna di autorità indipendenti al risarcimento dei danni ex art. 2043 cod. civ., individuando la posizione soggettiva lesa nel diritto soggettivo del risparmiatore all’integrità del patrimonio nonché all’autodeterminazione nello svolgimento dell’attività negoziale.

L’excursus che la Corte di Legittimità pone a sostengo della propria decisione merita senza dubbio attenzione, anche perché si adagia su una evoluzione complessa della Giurisprudenza in tema di risarcimento dei danni.

La Cassazione conclude così che “nel quadro dell’orientamento giurisprudenziale così stabilizzatosi, l’inerzia o il ritardo della Consob, non possono mai ed in nessun caso trovare giustificazione nella discrezionalità tecnica che connota la sua attività, fermo essendo l’insegnamento di questa Corte secondo cui la discrezionalità relativa al quomodo della vigilanza non può mai estendersi anche alla scelta radicale tra l’attivarsi o non, soprattutto qualora – come nel caso di specie, secondo quanto ritenuto, come si vedrà, dal giudice del merito con apprezzamento che si sottrae al sindacato di questa Corte – sussistano gravi indizi di irregolarità (Cass. 3 marzo 2001, n. 3132)”.

Per veder riconoscere una responsabilità aquiliana in capo alla Consob non è necessario ricercare un diritto soggettivo del risparmiatore all’integrità del patrimonio, e ricercarne il presupposto risarcitorio nella figura del danno “meramente patrimoniale”, ciò in quanto l’ingiustizia del danno ricorre ogni qual volta vi sia una lesione inferta ad una posizione soggettiva tutelata dall’ordinamento sulla base di specifici indici normativi, quali nella specie quelli che imponevano alla Consob l’attività di sorveglianza.

Cass., Sez. I Civ., 12 aprile 2018, n. 9067

Gabriele Stefanucci – g.stefanucci@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

La Suprema Corte, con la decisione in commento, si è nuovamente pronunciata sul tema del conflitto ...

Contenzioso finanziario

Capire i confini di ammissibilità della domanda innanzi all'Arbitro per le Controversie Finanziarie...

Contenzioso finanziario

Nell’azione proposta da parte degli investitori in merito a presunti illeciti o inadempienze imput...

Contenzioso finanziario