Consob nomina i componenti dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF)

Facendo seguito all’articolo del 18.5.2016, cui rimandiamo per quanto riguarda al funzionamento dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), segnaliamo che Consob ha nominato i componenti dell’organismo che sarà operativo a partire dal 9 gennaio 2017 (cfr. comunicato stampa Consob del 23.11.2016).

I componenti scelti (con efficacia dal 12.12.2016) sono i seguenti:

– componenti effettivi: la Dott.ssa Daniela Morgante e la Prof.ssa Marilena Rispoli Farina (su designazione Consob), l’Avv. Giorgio Afferni (su designazione Cncu) ed il Prof. Avv. Giuseppe Guizzi (su designazione degli intermediari);

–  componenti supplenti: saranno il Prof. Antonio Albanese, la Prof.ssa Maria Debora Braga, il Prof. Avv. Michele De Mari, il Prof. Avv. Raffaele Di Raimo, il Prof. Avv. Federico Ferro-Luzzi, il Professor Avvocato Luigi Salamone (su designazione Consob); il Prof. Vincenzo Farina e l’Avv. Donato Patera (su designazione del Cncu); il Professor Avvocato Francesco De Santis e il Professor Avvocato Raffaele Lener (su designazione degli intermediari finanziari).

E’ utile individuare le caratteristiche dell’ACF, soprattutto in relazione alle competenze, ai tempi e ai costi dei diversi organismi di risoluzione alternativa delle controversie introdotti dalle precedenti riforme: l’Arbitro Bancario Finanziario e la Camera di Conciliazione e Arbitrato.

L’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), istituito nel 2009 in attuazione dell’articolo 128-bis del Testo unico bancario e introdotto dalla legge sul risparmio (legge n. 262/2005), ha competenza stragiudiziale nelle controversie relative a operazioni e servizi bancari – finanziari, escluse le controversie attinenti ai servizi e alle attività di investimento e alle altre fattispecie non assoggettate al titolo VI del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, nonché nelle controversie aventi ad oggetto l’accertamento di diritti, obblighi e facoltà, indipendentemente dal valore del rapporto al quale si riferiscono. Inoltre se la richiesta del ricorrente ha ad oggetto la corresponsione di una somma di denaro a qualunque titolo, la controversia rientra nella cognizione dell’ABF a condizione che l’importo richiesto non sia superiore a 100.000 euro.

Restano tuttavia escluse dall’operatività dell’ABF le domande di risarcimento dei danni che non siano conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento o della violazione dell’intermediario, e sono parimenti escluse le questioni relative a beni materiali o a servizi diversi da quelli bancari e finanziari oggetto del contratto tra il cliente e l’intermediario ovvero di contratti ad esso collegati, nonché le controversie relative a operazioni o comportamenti anteriori al 1 gennaio 2009 e controversie già sottoposte all’autorità giudiziaria, salvo i ricorsi proposti entro il termine fissato dal giudice ai sensi dell’art. 5, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28. In ultimo: l’ABF non può conoscere controversie per le quali sia pendente un procedimento di esecuzione forzata o di ingiunzione né quelle rimesse a decisione arbitrale ovvero per le quali sia pendente un tentativo di conciliazione o di mediazione.

Quanto al funzionamento: l’ABF, suddiviso tra i collegi di Milano, Roma e Napoli, è composto da cinque membri (di cui un presidente e quattro arbitri) che a seguito della ricezione di un ricorso introduttivo definiscono la controversia con decisione motivata, sulla base dei documenti allegati dalle parti, nel termine di sessanta giorni dal deposito della controdeduzioni (che variano dal termine assegnato dal Collegio). I costi della procedura sono minimi: 20 euro a carico del cliente per avviare l’iter, nel caso di accoglimento del ricorso sarà addebitata all’intermediario la somma di 200,00 euro.

La Camera di Conciliazione e Arbitrato, invece, è stata istituita da Consob con delibera n. 18275 del 2007: “La Camera è un organo tecnico e strumentale della Consob e svolge i compiti ad essa assegnati dalle disposizioni di legge e di regolamento con autonomia funzionale” (cfr. art. 2 della delibera).

L’organismo è competente per le controversie relative alla violazione da parte degli intermediari di regole di informazione, correttezza e trasparenza nella prestazione dei servizi di investimento o del servizio di gestione collettiva del risparmio. Questa svolge infatti attività di conciliazione, che può definirsi (nel termine prorogabile di sessanta giorni dal ricevimento della domanda introduttiva) con un accordo amichevole tra le parti di cui il conciliatore redige processo verbale, ovvero con procedimenti arbitrali (ordinari o semplificati) che vengano terminati entro centoventi giorni dall’avvio della procedura con l’emissione di un lodo.

Anche in questo caso i costi sono esigui e parametrati al valore della controversia: per la conciliazione (oltre a 20 euro fissi per parte) il costo varia da un minimo di 43 euro ad un massimo di 4.600,00 mentre per l’arbitrato il compenso dell’organo è tra 600,00 euro e 76.000,00 euro.

Tornando all’Arbitro per le Controversie Finanziarie, ferma la natura arbitrale del procedimento che si conclude con “pronuncia motivata” e la sua peculiare competenza (limitata alle controversie fra investitori e intermediari relative alla violazione degli obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza previsti per l’esercizio delle attività disciplinate nella parte II del TUF ivi incluse le controversie transfrontaliere e le controversie oggetto del Regolamento (UE) n. 524/2013), precisiamo che i costi e i tempi del procedimento sono davvero concorrenziali rispetto a quelli dei “vecchi” organismi: durata di novanta giorni dalla formazione del fascicolo (salve proroghe) e un costo di procedura che grava interamente sull’intermediario.

Non resta che attendere la pubblicazione delle prime pronunce…

Carlo Giambalvo Zillic.zilli@lascalaw.com

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