CONSOB: criteri e metodologie per l’autovalutazione dei rischi antiriciclaggio

In data 4 giugno 2018, la Consob ha adottato la Comunicazione n. 0186002 recante “Criteri e metodologie di valutazione dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo cui i revisori legali e le società di revisione sono esposti nell’esercizio della loro attività”.

Con il documento in esame si individuano, ai sensi dell’art. 15, comma 1, D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, i criteri e le metodologie per l’autovalutazione dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo cui i revisori legali e le società di revisione sono esposti nell’esercizio della loro attività.

La metodologia di autovalutazione dei rischi si sviluppa nelle seguenti tre fasi di attività:

  • identificazione e valutazione dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo a cui si è esposti (identificazione del “rischio inerente”);
  • valutazione dell’idoneità dei presidi organizzativi, procedurali e di controllo concretamente implementati rispetto ai rischi precedentemente identificati al fine di individuare eventuali vulnerabilità (analisi delle “vulnerabilità”);
  • determinazione del rischio residuo, tenuto conto del livello di vulnerabilità, a cui si rimane esposti e delle iniziative correttive da intraprendere al fine di mitigare suddetto rischio.

In particolare, per ciò che riguarda l’identificazione del rischio inerente, si tiene conto dei fattori di rischio relativi alla clientela (ad esempio, clienti residenti in Paesi terzi ad alto rischio o coinvolti in vicende oggetto di notizie pregiudizievoli), degli elementi risultanti dalle relazioni e dalle altre evidenze delle funzioni aziendali di controllo e delle risultanze delle eventuali verifiche ispettive condotte dalle Autorità di vigilanza.

Sulla base di tali considerazioni si misura il livello di rischio inerente, riconducendolo nei seguenti quattro livelli di rischio:

  • – basso;
  • – medio-basso;
  • – medio-alto;
  • – alto.

L’attribuzione del livello di rischio inerente viene sempre accompagnata dalla descrizione degli elementi di valutazione considerati e delle motivazioni che hanno determinato le scelte effettuate.

Una volta determinato il rischio inerente si procederà all’analisi delle vulnerabilità. Anche in questo caso, si provvede ad esaminare e valutare in modo analitico i presidi di mitigazione del rischio inerente implementati dai soggetti obbligati e concretamente in essere.

Il livello di vulnerabilità sarà condotto sulla base:

  • – dell’assetto organizzativo;
  • – delle procedure interne;
  • – del sistema di controllo;
  • – della formazione.

La combinazione dei giudizi di rischio inerente e di vulnerabilità dei presidi determina l’entità del rischio residuo, che viene accompagnata dalla descrizione delle iniziative correttive o di adeguamento individuate.

Claudio Saba – c.saba@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

In data 16 ottobre 2018 il Consiglio Nazionale del Notariato (“CNN”) ha pubblicato un comunicato...

Antiriciclaggio

In data 21 settembre 2018, La Banca Centrale Europea (“BCE”) – dipartimento di Vigilanza banca...

Antiriciclaggio

In data 5 settembre 2018, Consob ha pubblicato la Delibera n. 20570 di adozione del Regolamento reca...

Antiriciclaggio