Consegna documenti: indiscutibile il termine decennale

Lo scorso 19 aprile il Tribunale della Spezia ha accolto l’opposizione a decreto ingiuntivo, promossa da un istituto di credito difeso dallo Studio, avente ad oggetto l’ordine di consegnare: “copia dei contratti di conto corrente, affidamento e rapporto anticipi, nonché dei relativi estratti conto”.

A sostegno della pretesa monitoria il ricorrente aveva richiamato le disposizioni del Codice Privacy,  che riconoscono all’interessato “il diritto ad ottenere la conferma dell’esistenza o meno dei dati personali che lo riguardano, anche se non registrati, e la loro comunicazione in forma intellegibile”.

La difesa della banca aveva da subito rilevato che le disposizioni del Codice Privacy erano inapplicabili al caso di specie, tenuto conto che la richiesta del ricorrente non si riferiva a dati personali, bensì a documentazione bancaria.

Il Giudice, nel condividere in toto la linea difensiva assunta dalla Banca, ha stabilito che il diritto di acquisire la documentazione bancaria dev’essere regolato dall’art. 119 T.U.B. come, peraltro, chiarito nelle “Linee guida per trattamenti dati relativi al rapporto banca clientela” del Garante della Privacy.

Anche sul decorso del termine decennale previsto dall’art. 119 T.U.B. sono sorte contestazioni nel corso del giudizio di opposizione. In particolare, il cliente ha sostenuto che il predetto termine fosse da calcolare dall’ultima registrazione contabile, come previsto dall’art. 2220 c.c., diversamente la banca ha sostenuto che il 119 T.U.B. inequivocabilmente fa decorrere il termine decennale a ritroso dalla richiesta documentale.

Il Giudice condividendo quanto sostenuto dalla banca ha stabilito che: “tale limitazione decennale non può ritenersi riferita, come per l’art. 2220 c.c. alla data dell’ultima registrazione contabile, come ritenuto da parte convenuta opposta, bensì dalla richiesta stessa, ciò in quanto non può ritenersi vigente un obbligo di conservazione dei contratti a carico della banca a tempo indefinito, posto che sussiste comunque un interesse/onere del cliente a conservare a sua volta la documentazione che gli viene fornita dalla Banca all’apertura del rapporto e durante lo svolgimento del medesimo”.

Alla luce di quanto sopra, rilevato che la prima richiesta documentale effettuata dal cliente ai sensi dell’art. 119 T.U.B. era pervenuta solo nel dicembre 2015, il ricorrente avrebbe potuto legittimamente pretendere solo  la consegna di documentazione bancaria relativa al decennio anteriore alla richiesta (fino al dicembre 2005).

Come correttamente rilevato dal Giudice, tale interpretazione è avvalorata dall’orientamento maggioritario della giurisprudenza in punto onere della prova secondo cui: “se la banca agisce in giudizio nei confronti del cliente, ha l’onere di fornire tutta la documentazione necessaria al fine di fondare la propria domanda ed in questo caso non potrà invocare l’obbligo di conservare la documentazione per un periodo di dieci anni, viceversa, laddove, sia convenuta in giudizio, per il medesimo principio dettato dall’art 2297 cc, la stessa banca, potrà invocare il limite decennale di conservazione della documentazione”.

Alla luce delle predette considerazioni, il Giudice ha accolto l’opposizione promossa dalla banca, revocato il decreto ingiuntivo e condannato parte opposta al pagamento delle spese di lite.

Tribunale della Spezia, 19 aprile 2018, n. 302 (leggi la sentenza)

Francesca Fiorito – f.fiorito@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Come per i contratti quadro nell'ambito della intermediazione mobiliare, anche per i contratti banca...

Contratti Bancari

L’annosa questione del risarcimento del danno da illegittima segnalazione a sofferenza presso la C...

Contratti Bancari

Con ordinanza depositata in data 15 giugno 2018, il Tribunale di Roma ha accolto il reclamo ex art. ...

Contratti Bancari