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Confindustria e Abi firmano il protocollo sul servizio al credito

Le banche e le imprese siglano un’intesa per rendere più semplice e attuabile il funzionamento del patto Marciano, introdotto con il dl 59 del 2016. Ieri a palazzo Chigi è stato presentato l’accordo tra Abi e Confindustria relativo a queste nuove garanzie sui crediti. In sostanza vengono definite alcune linee guida per delineare meglio alcuni aspetti interpretativi che nella legge restavano vaghi, rendendo complicato attuare lo strumento stragiudiziale che consente alle banche di entrare rapidamente in possesso dell’immobile posto a garanzia nel caso di inadempienza del creditore. L’accordo – che riguarda i finanziamenti alle imprese escludendo le abitazioni principali – verte sull’introduzione di una serie di strumenti, adottati in modo volontario dalle parti, da utilizzare sia in fase di sottoscrizione del contratto di finanziamento, sia in una fase successiva. I meccanismi individuati riguardano in particolare i casi in cui il valore dell’immobile posto a garanzia cambi in modo sensibile nel corso del tempo, o svalutandosi o apprezzandosi. Viene definito così un percorso standard che consenta di risolvere velocemente questi casi, senza costringere le controparti a forme di contenzioso. Viene consentito anche il ricorso a un operatore specializzato terzo che liquidi a valore di mercato il bene in garanzia; è disciplinato il caso che l’operazione di vendita non vada a buon fine. È previsto, inoltre, che la sottoscrizione del patto Marciano possa consentire condizioni di favore (come l’aumento o l’allungamento della durata del finanziamento) per l’impresa.
L’accordo siglato ieri prevede inoltre di mettere a punto misure per favorire la concessione di finanziamenti garantiti da pegno non mobiliare.
«È molto importante che le imprese abbiano il credito soprattutto le piccole e medie imprese, che hanno nel credito una componente essenziale, un ossigeno essenziale nella loro attività. Questo certamente si accompagna con la necessità contemporanea di rendere sempre più sano ed efficiente il nostro sistema bancario», ha detto ieri il premier Paolo Gentiloni che ha preso parte alla cerimonia per la firma,assieme al ministro per l’Economia, Pier Carlo Padoan, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, e il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini.
Il premier ha sottolineato l’importanza dell’accordo per accelerare lo smaltimento degli Npl. E poi ha aggiunto che «l’Italia deve proseguire sul cammino della crescita e delle riforme e ha bisogno di tutto tranne che andare fuori strada e buttare alle ortiche quanto fatto» riferendosi al lavoro del governo uscente.
«Ci presentiamo oggi qui con spirito di grande lealtà perchè siamo consapevoli che il successo del nostro governo è il successo del nostro paese – ha detto Boccia -. È con questo spirito di lealtà che vogliamo sottolineare dati oggettivi, li vediamo ogni giorno, dall’analisi macroeconomica del nostro paese: un più 30 per cento degli investimenti privati, un più 7 per cento di export». Dati, ha sottolineato, dovuti a provvedimenti come industria 4.0 e Jobs act anche se «ci sono ancora divari, tra imprese, tra persone e tra territori e su questo dobbiamo lavorare».
Boccia ha sintetizzato il senso dell’intesa con Abi citando «una frase cara al ministro Padoan, sentiero stretto e visione larga».

Laura Serafini

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