Concordato preventivo: necessaria la collaborazione tra l’impresa e il commissario giudiziale

La collaborazione tra l’impresa che ha proposto ricorso per concordato preventivo e il commissario giudiziale permane durante tutta la fase successiva alla ammissione alla procedura.

E’ quanto stabilito dal Tribunale di Rovigo che chiamato a pronunciarsi in merito all’istanza formulata dai commissari sulla necessità di imporre una serie di obblighi informativi alla società ammessa al concordato, ha ribadito l’imprescindibilità della collaborazione tra le due figure.

Detta collaborazione infatti consente ai commissari, nello svolgimento della loro funzione di sorveglianza, controllo, vigilanza e predisposizione della relazione periodica ex art. 172 l.f., di fornire non solo una rappresentazione veritiera della situazione economica della società, ma soprattutto di garantire una corretta formazione del consenso per i creditori chiamati ad esprimersi sulla proposta concordataria.

Infatti, solo da una costante e puntuale informazione sui dati economici e contabili inerenti il flusso operativo della società ad opera dei commissari può derivare quel controllo a questi richiesto dall’art. 186 bis ultimo comma l.f., nonché la verifica del rispetto della soglia disposta dal Tribunale nella identificazione degli atti di ordinaria amministrazione posti in essere dall’impresa

Ne consegue, la necessità che tale controllo non sia limitato alla sola fase che precede l’ammissione ma si estenda anche a quella successiva, posto che diversamente opinando i commissari non sarebbero posti nella condizione di relazionare al Tribunale sui predetti controlli e svolgere compiutamente le funzioni loro demandate.

E nonostante, formalmente, l’adempimento dei doveri informativi periodici in capo ai commissari sia contemplato solo dall’art. 161,comma 8 l.f. disciplinante la fase del concordato c.d. in bianco.

Di qui la conclusione del Tribunale di Rovigo di ritenere che la collaborazione tra l’impresa che ha proposto ricorso per concordato preventivo e il commissario giudiziale sia dunque non solo necessaria, ma debba permanere anche durante tutta la fase successiva alla ammissione.

Luigia Cassotta – l.cassotta@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Il Professionista nominato per la soluzione della crisi da sovraindebitamento deve effettuare la ver...

Crisi e procedure concorsuali

Il precedente contrario del Tribunale di Monza del 29 settembre 2015 è da ritenersi superato. Co...

Crisi e procedure concorsuali

In caso di fallimento, il curatore è l’unico soggetto legittimato a proporre o proseguire le azio...

Crisi e procedure concorsuali